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LA FRANCIA DEL RE SOLE - Coggle Diagram
LA FRANCIA DEL RE SOLE
IL RE SOLE
Alla morte di Mazzarino nel 1661, Luigi XIV decise di governare personalmente il regno e non nominò un primo ministro. Il re attuò il progetto di assolutismo dei suoi predecessori: egli si pose come sovrano assoluto.
Luigi XIV accentrò nelle proprie mani il potere decisionale, con l'aiuto di abili ministri che agivano sotto il suo controllo. Si attribuì il potere di nominare direttamente gli amministratori della città, per controllarne le scelte e le finanze, e sciolse i corpi armati comunali
Oltre a questo aumentò il numero degli intendenti, i funzionari statali che dipendevano direttamente dal re ed erano incaricati di fare applicare le leggi nelle provincie
Luigi XIV scelse come proprio simbolo il Sole, da cui l'appellativo "Re Sole": intorno a lui ruotavano gli apparati della burocrazia e della politica
LA QUESTIONE RELIGIOSA
Durante il suo regno, Luigi XIV si mostrò intollerante alle autonomie religiose e ai privilegi ecclesiastici. L'assolutismo del sovrano non tollerava alcuna forma di autonomia.
Il re stabilì che il cattolicesimo era la religione ufficiale dello Stato e nel 1685 revocò definitivamente l'editto di Nantes. Di conseguenza, più di 200 mila ugonotti scelsero di lasciare il Paese e la loro emigrazione rappresentò un grave danno per l'economia francese.
Luigi XIV cercò di limitare l'intromissione di della Chiesa negli affari di Stato anche se non giunse mai a rompere i rapporti con Roma
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LA POLITICA ECONOMICA
Per sostenere una politica estera tanto ambiziosa, era necessario disporre di grandi ricchezze. Jean-Baptiste Colbert, ministro delle Finanze, per arricchire lo Stato adottò e diede piena applicazione alla teoria economica detta "mercantilismo", che per questo prende il nome di "colbertismo
Questa concezione economica puntava a ridurre le importazioni per favorire la produzione interna e la circolazione delle merci attraverso l'abolizione dei dazi doganali interni. Colbert decise di
Creare compagnie commerciali supportate dallo Stato, per reggere la concorrenza coloniale nelle Antille, in Africa, in Asia;
creare manifatture di Stato per la produzione di beni di lusso allo scopo di impedire anche in questo settore le importazioni dall'estero.
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Dovette tuttavia aumentare le tasse e questo causò diverse rivolte popolari. In pochi anni la politica economica di Colbert assicurò alla Francia grandi ricchezze che però furono subito utilizzate da Luigi XIV per pagare le spese della guerra e per sostenere il lusso in cui viveva insieme con la sua corte
LA POLITICA ESTERA
Le mire espansionistiche di Luigi XIV si indirizzarono verso le colonie d'oltre oceano. Di conseguenza, il re coinvolse la Francia in un ciclo di guerre che si protrasse dal 1667 fino alla sua morte, avvenuta nel 1715.
I costi per sostenere azioni militari così prolungate finirono finirono col esaurire le finanze del Paese, senza che il Re Sole riuscisse a ottenere i risultati sperati.
Per ottenere nuovi possedimenti, Luigi XIV spinse l'esercito verso le provincie fiamminghe ancora in mano agli Spagnoli e verso l'Olanda in direzione della Germania. Infine Luigi dovette ritirarsi dai conflitti contro le potenze europee poiché non era in grado di sostenere le imponenti spese belliche
Migliore successo ebbe la politica coloniale: il re di Francia si impadronì della Louisiana, di alcune isole caraibiche e in Africa delle coste del Senegal