Sillaba: costituita da un attacco o testa, cioè il segmento iniziale, e una rima, cioè l'elemento centrale, a sua volta formato da un nucleo, la vocale vera e propria, e una coda, il segmento finale. Sia attacco che coda possono essere assenti
tendenza delle lingue a creare raggruppamenti C e V, e non il contrario
le regole della sillabazione si applicano in linea generale alle frasi oltre che alle singole parole
le geminate si distribuiscono sulla sillaba precedente e su quella seguente, quindi la precedente è di regola chiusa
i dittonghi possono avere un primo elemento sia lungo che breve e terminano senza eccezioni con una delle due vocali chiuse [i] ed [u]. A seconda dei contesti [i] ed [u] possono funzionare come vocali o come approssimanti [j] e [w]
la maggior parte dei dittonghi di fronte a vocale sono misurati come lunghi in poesia, e questo implica la risillabificazione, che sfruttava l'ambivalenza vocale/approssimante del secondo elemento di dittongo e cambiava la prosodia.
in greco antico il sistema metrico prevedeva un'opposizione binaria di "sillaba lunga" a "sillaba breve". Ai fini metrici l'unica configurazione sillabica considerata breve era quella di sillaba aperta contenente una vocale breve, le altre configurazioni formavano le sillabe lunghe
vocali = sonorità massima; occlusive = sonorità minima; semivocali e sonanti = suoni intermedi, meno sonori delle vocali ma più sonori delle occlusive
tendenza in molte lingue è quella di preferire una configurazione sillabica per cui l'attacco di una sillaba abbia la stessa sonorità della coda della precedente o sia meno sonoro di quest'ultima