IL TEATRO SPAGNOLO: In Spagna, nel periodo noto come Siglo de Oro (età d’oro), si sviluppò uno dei movimenti teatrali più rilevanti della storia. In un primo tempo la Chiesa ebbe un ruolo fondamentale nell’organizzare drammi religiosi, sia in volgare che in latino, nonché imponenti celebrazioni e spettacoli nei giorni più significativi dell’anno, quali il Natale, la Pasqua, il Corpus Domini o la festa di un santo patrono, nelle piazze e nelle strade della città spagnole. Mentre gli uomini di chiesa si servirono del teatro, che stava diventando il più importante mezzo di comunicazione di massa, per diffondere il senso religioso, i nobili promossero se stessi e la propria discendenza, sponsorizzando gli scrittori più celebri e prolifici dell’epoca, affinché narrassero in forma teatrale le loro gloriose gesta. I maggiori commediografi di questo secolo furono Lope de Vega, Tirso de Molina e Calderón de La Barca.
LOPE DE VEGA: scrisse ben 1500 drammi di argomento storico e mitologico, sacro e profano: fu uno dei primi a rappresentare la vita di uomini comuni in Fuente Ovejuna unanimemente considerata il suo capolavoro. L’autore diede alla “commedia nuova” una formula fissa e flessibile al tempo stesso, rifiutandosi di separare comico e tragico. Pubblicò “La nuova arte di far commedie” (1609), un poemetto in cui espose le modifiche destinate ad avviare un nuovo modo di fare commedie. Insieme ai suoi successori scrisse comedias romanzesche, di intrigo o di “cappa e spada”, solitamente ambientate in città, in cui coppie di innamorati appartenenti alla media o alta classe finiscono per sposarsi dopo aver affrontato mille difficoltà.
TIRSO DE MOLINA: fu un discepolo di Lope de Vega. Il drammaturgo produsse molte opere in cui si intravedono varie affinità fra i due autori, come la libertà tecnica e l’innumerevole serie di innovazioni drammatiche che permisero al teatro spagnolo di svilupparsi con successo in Europa per almeno un secolo. El Burlador de Sevilla y convidado de piedra fu il dramma che lo rese famoso: vi è rappresentata la storia di Don Giovanni, che in seguito ispirò altre opere teatrali, tra cui quella di Mozart.
CALDERÓN DE LA BARCA: importante e prolifico drammaturgo religioso, autore di molte tragedie e drammi storici, si interessò soprattutto di autos sacramentales, un genere drammatico religioso, e di commedie di carattere religioso o mitologico. La sua opera principale è la La vita è sogno, un dramma pubblicato per la prima volta nel 1636, con il quale intende comunicare che la vita è uno stato transitorio e l’uomo deve guardare al di là di essa. Le comedias che Calderon scrisse per il pubblico dei corrales sono significative anche per il pubblico di oggi.