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Analisi logica e significato dei gruppi nominali - Coggle Diagram
Analisi logica e significato dei gruppi nominali
L’analisi logica
si occupa di analizzare i gruppi nella frase dal punto di vista del loro contributo al significato della
frase stessa.
la preposizione è una classe chiusa di nove parole che mettono in relazione di dipendenza le parole fra loro, la preposizione si trova nel gruppo nominale con un nome, la preposizione regge un nome o altra parola in funzione di nome, formando un gruppo nominale
con funzioni logiche varie
DI, A, DA, IN, CON, SU, PER, TRA, FRA
Un
complemento
è una “categoria di significato” generale che accomuna diverse espressioni particolari, sono prevalentemente gruppi del nome retti da preposizione
I COMPLEMENTI FONDAMENTALI NELLA FRASE MINIMA
Il
complemento oggetto
è il complemento su cui
ricade l’azione detta dal verbo tran-sitivo attivo
, il che dà la direzione in avanti della frase
complemento di misura
I verbi intransitivi, come pesare, essere lungo o largo, durare, distare, costare ecc., che hanno a che fare con la
quantità formano complementi obbligatori senza preposizione, detti complementi di misura espressi in chili
il
complemento di termine
è il terzo argomento obbligatorio dei verbi transitivi a tre posti: dare, consegnare, regalare, portare ecc. Il complemento di termine è il ricevente o il beneficiario di un’azione
il c
omplemento di agente
indica l'essere animato da cui è compiuta un'azione espressa da un verbo in forma passiva
il
complemento di causa efficiente
indica la cosa da cui è compiuta un' azione espressa da un verbo in forma passiva
COMPLEMENTI RETTI DA VERBI SPECIFICI
I
complementi di luogo
dipendono innanzitutto da verbi specifici che indicano stato oppure movimento
I verbi che hanno a che fare con l’esercizio della giustizia come accusare, arrestare, condannare ecc. prevedono
complementi detti di colpa
, oppure
complementi di pena
, I verbi che coinvolgono la compravendita prevedono il
complemento di stima
e
il complemento di prezzo
Alcuni verbi come parlare, discutere, informarsi, interessarsi possono reggere un
complemento di argomento
, che indica appunto di che cosa si parla
COMPLEMENTI RETTI DA AGGETTIVI
Dopo un aggettivo comparativo il secondo termine del paragone forma un
complemento di paragone
autonomo
Diversamente dal superlativo assoluto dove non vi è paragone, il
superlativo relativo
è seguito dal
complemento partitivo
, che è il “termine del paragone” di un altro termine
COMPLEMENTI RETTI DA UN NOME
Il complemento del nome per eccellenza è il
complemento di specificazione
, perché può essere solo complemento del nome
Il
complemento di materia
indica i materiali che si usano per fare, costruire, confezionare qualche cosa
Il
complemento di qualità
esprime una caratteristica fisica oppure non fisica che qualcuno possiede
Il
complemento di fine
può dipendere da un nome anche in combinazioni fisse di parole entrate nel lessico come parole polirematiche
Il complemento di limitazione dipende spesso da nomi e aggettivi e indica una selezione, ovvero in un insieme si distingue una parte secondo un certo criterio
COMPLEMENTI CIRCONSTANZIALI
Il tempo può consistere in una durata oppure in un momento, ragione per cui si possono distinguere i
complementi di tempo
complemento di
tempo continuato
che esprime la durata e può trovarsi con o senza preposizione
complemento di tempo
determinato che esprime il momento come un punto di partenza o di arrivo, con o senza preposizione
Il
complemento di mezzo
si riferisce a strumenti veri e propri, a mezzi di trasporto o a tramiti di altro genere
Il
complemento di mezzo
si riferisce a strumenti veri e propri, a mezzi di trasporto o a tramiti di altro genere
Il
complemento di modo
riguarda la disposizione nei confronti dell’evento. Si può riferire ad atteggiamenti del corpo o dell’intenzione e può essere espresso anche tramite un avverbio di modo
Il
complemento di compagnia
e la sua variante, il complemento di unione, prevedono sempre due entità che stanno insieme; la differenza riguarda solo il fatto che la compagnia interessa esseri umani, mentre l’unione riguarda cose o animali
Il
complemento di causa
individua ciò che produce un certo effetto. Nella realtà la causa precede sempre l’effetto, ma grazie alla sintassi nella frase si può partire dall’effetto
Il
complemento di fine
, già analizzato come complemento del nome, individua lo scopo di un’azione, l’orientamento di azioni fatte con intenzione
Il
complemento concessivo
si riferisce a un ostacolo che però non riesce a impedire che l’azione si realizzi, così che l’effetto si verifica anche se non dovrebbe verificarsi, violando così l’aspettativa
COMPLEMENTI E NOMI AVVERBIALI
i
pronomi avverbiali
ci, vi, ne
possono stare nella posizione di un
complemento
, ma a differenza dell’avverbio i pronomi hanno un antecedente a cui si riferiscono, ed essendo “deboli” possono presentarsi anche come clitici
I
pronomi relativi
, avendo
la funzione di nome
, nella frase dipendente sono argomento o circostanziale e nella forma il quale e cui possono svolgere le funzioni di tutti i complementi preposizionali. Il pronome che serve, invece, solo come soggetto o oggetto