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Dalla <<frattura>> linguistica ad oggi pt.2 - Coggle Diagram
Dalla <<frattura>> linguistica ad oggi pt.2
Minoranze linguistiche in Italia
All'articolo 2 della legge 482 (del 1999) la Repubblica si impegna a tutelare:
Germaniche
Consistente in Alto Adige/Sudtirol zona ceduta all'Italia nel trattato di Saint Germanin en-Laye (1919) con 300000 parlanti
Greche
Parlato da 35000 persone tra la provincia di Reggio Calabria e di Lecce e risalgono alle migrazioni in epoca bizantina
Catalane
Ad Alghero in Sardegna dove le migrazioni spagnole del 1354 con il dominio aragonese, oggi ci sono circa 20000 parlanti.
Slovene
Diffuso tra le provincie di Udine e Gorizia e in provincia di Trieste con 50000 parlanti
Albanese
Parlato in 38 comuni tra le provincie di Campobasso e Potenza, ma anche in Calabria e Sicilia con 100000 parlanti che sono residui di migrazioni del XV secolo.
Croate
Ladino, occitano, sardo e friulano
Il ladino è parlato nella zona dolomitica parlata da 30000 abitanti
Il Sardo parlato in Sardegna ha 1,5 milioni di parlanti, questa lingua si divide in settentrionale (gallurese), centro-orientale (logudurese), centro-occidentale (sassarese) e meridionale (campidanese)
La legge 482 riconosce che la lingua ufficiale nella penisola è l'italiano, ma riconosce tutte le lingue <<minoritarie>>
Isole linguistiche=Separate dai territori dove la loro lingua è definita nazionale
Penisole linguistiche=Propaggini di territori nei quali si parla la stessa varietà.
Ruolo della lingua letteraria.
La lingua inizia a essere imparata da tutti e quindi non appartenendo più a una ristretta cerchia come aveva affermato Ascoli ha iniziato a seguire la strada tracciata dalla società
La lingua letteraria prende due strade
Mimesi=Produzioni letterarie che si avvicinano al parlato e alla colloquialità come gli scritti di Pavese
Distanziamento= Una produzione che prende le distanze dalla colloquialità
Dopo l'Unità d'Italia l'italiano divenne una lingua spontanea e il modello regolativo si è dovuto confrontare oltre che alla tradizione letteraria, anche con i mutamenti nella realtà extraletteraria
Negli anni Sessanta/Settanta la poesia si piega alla prosai costrutti del parlato e il lessico comune
La narrativa è incline al tono medio e alla colloquialità. Primo Levi e Italo Calvino utilizzavano lui, lei, loro come pronomi soggetto anaforici e "gli" per l'oggetto indiretto femminile "le"
Si svilupparono alcuni filoni linguistici che puntano al plurilinguismo cioè fusione di elementi di dialetti e lingue diverse
Tendenze evolutive in atto
Interrogativo cosa per "che cosa", oppure che per "perchè". Un tempo futuro con la presenza di un avverbio può essere indicato con il presente. L'imperfetto è considerato un gesto di cortesia se messo al posto del condizionale (volevo un chilo di pane)
Da quando l'italiano è diventato una lingua parlata ha subito vari cambiamenti linguistici, dipendenti dal fatto che è inserita in contesti comunicativi.
Gli riferito 'a loro' anche se le grammatiche prevedono come pronome oggetto indiretto plurale loro. Gli riferito 'a lei' anche se le grammatiche affermano che il pronome oggetto femminile sia "le". Lo stesso vale per "lui e lei" al posto di "egli ed ella".
Dislocazioni anche nello scritto, quindi uno spostamento dei vari elementi sintattici per mettere in evidenza una parte. Essi sono obbligatori nel parlato tra battute di più interlocutori
La scrittura tradizionale era scarsa di dialoghi quindi la dislocazione non occorreva . Alcuni elementi del parlato sono avvertiti come più prestigiosi degli scritti.
La lingua sta mutando e abbiamo l'avvicinamento di quella scritta a quella parlata
Come si trasforma una lingua
Le lingue che non mutano sono quelle comunemente dette "morte" come il greco e i latino che si insegna a scuola
Perché una lingua si trasformi in un'altra abbiamo bisogno di molti cambiamenti concomitanti, un caso in cui una lingua si è trasformata è il latino in lingue romanze
La lingua del passato all'indicato imperfetto prima persona singolare aveva "io aveva", oggi invece abbiamo "io avevo"