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LE ARTI NELLA LONGOBARDIA MAIOR
tempietto di Santa Maria in Valle
altare del duca Ratchis
quattro le facce
fianco destro (l'adorazione dei magi )
fianco sinistro (la visita di Maria vergine alla cignia Elisabetta
mejèstas dòmini laterale ( maestà del signore
il frontale posteriore due croci
sun un fondale neustro risaltano le sagome piatte di personaggi dalle mani e dai visi sproporzionati , con i grandi occhi fissi nel vuoto , le loro vesti appaiono attraversate da fasci di pieghe parallele , con un manifesto disinteresse verso la consistenza delle stoffe e dei corpi sottostanti
l'altare e costituito da quattro lastre in pietra d'istria , un particolare tipo di calcare , di colore bianco latteo ,tutte e quattro le facce sono scolpite a bassorilievo e , in origine ,erano anche colorate
Tutte le parti delle lastre lasciate libere delle figure sono state riempite da stelle , fiori e piccole croci apparentemente disposti a caso e senza una logica o un ordine predeterminato
l'altare del duca Ratchis è il monumento che ci da più informazioni sui metodi di rappresentazione artistica dei Longobardi
il bassorilievo con la Majestas Domini ha un delicato ornato tutt'attorno.al centro campeggia, vistosamente più grande di quelle degli angeli , la figura di cristo frontale e affiancata da due angeli , essa è inserita in una màabdorla , una sorta di aureola schiacciata che nell'iconografia medievale sta solitamente a simboleggiare la maestà e la gloria divine
Fra le città più importanti rette dai Longobardi merita particolare attenzione quella di Cividale del Friuli località che a partire dal 737 ospitò la sede del patriarca Aquileia
rette