VICTOR HUGO, 1838, "MELANCONIA"
Dove vanno tutti questi bambini che non sorridono?
Queste dolci creature pensierose smagrite dalla febbre?
[...]
Dall’alba al tramonto, vanno a compiere all’infinito
Nella stessa prigione lo stesso gesto.
Accovacciati nelle mascelle di una macchina tetra,
mostro orrendo che mastica non si sa che nell’ombra,
Innocenti in una galera, angeli in un inferno,
Lavorano. Ogni cosa è in bronzo, ogni cosa in ferro,
Mai ci si ferma, mai si gioca
E ancora, che pallore! Le loro gote sono di cenere.
È appena l’alba, e sono già molto stanchi.
[...]
Sembrano dire a Dio: “Piccoli come siamo,
Padre Nostro, guardate cosa ci fanno gli uomini!”
Oh infame schiavitù imposta al bambino!
Lavoro malvagio che prende la tenera età nel suo germogliare,
Che produce la ricchezza creando la miseria,
Che si serve di un bambino come di un attrezzo!