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PATOLOGIE DEL SISTEMA MUSCOLO-TENDINEO E LEGAMENTOSO - Coggle Diagram
PATOLOGIE DEL SISTEMA MUSCOLO-TENDINEO E LEGAMENTOSO
Lesioni muscolari acute
Da trauma diretto
lesione dovuta ad una valida forza esterna
a 2a della possibilità o meno di movimento del segmento scheletrico leso, si possono suddividere in:
lesioni di grado lieve
lesioni di grado moderato
lesioni di grado severo
Da trauma indiretto
Lesione dovuta a differenti forze lesive
prediligono gli arti (raro la muscolatura del tronco)
classificazioni: sono numerose
Ryan (1990)
Reid (1992)
Muller-Wolhfahrt (1992)
Nanni (2000)
Craig (1973): classificazione in base al numero variabile di fibre muscolari lese
lesione di 1° grado (
distrazione muscolare
)
lesione di 2° grado (
stiramento muscolare
)
lesione di 3° grado (
strappo muscolare
)
Epidemiologia
Varia la sede della lesione muscolare in base all'età:
nei giovani:
ischiocrurali e quadricipite femorale
nei soggetti di età media:
non evidenti differenze
negli over 40:
tricipite surale
Fattori predisponenti
intrinsechi
età
squilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti
carenza allenamento
affaticamento muscolare
stress psichico o fisico
abbigliamento sportivo inidoneo (calzature usurate)
sovrappeso
estrinsechi
condizioni ambientali (terreno di gioco inidoneo)
condizioni climatiche (freddo, umidità)
in esse (e nei loro esisti) sono fondamentali:
anamnesi
esame clinico
esami diagnostici
Distrazione muscolare
poche fibre muscolari sono lese
dolore muscolare comparso durante (o al termine) di uno sforzo o di un impegno sportivo, che si accentua durante la contrazione attiva o lo stiramento passivo di un determinato muscolo
alla palpazione dell'area dolente, si evidenzia la presenza di un indurimento muscolare (contrattura analgica delle fibre muscolari perilesionali)
accentuazione del dolore durante la contrazione muscolare attiva, effettuata "contro resistenza"
trattamento: riposo (7-1gg), crioterapia locale, contenzione elastica, miorilassanti, antidolorifici (a volte anche FANS=farmaci antinfiammatori non steroidei), ripresa graduale dell'attività fisica
Stiramento muscolare
è leso un più elevato numero di fibre muscolari rispetto alla distrazione muscolare
il dolore muscolare è comparso "acutamente" durante una brusca/intensa sollecitazione muscolare di un segmento scheletrico ed è accompagnata da una + o - grave impotenza funzionale
alla palpazione dell'area dolente, si evidenzia la presenza di un indurimento muscolare (contrattura antalgica delle fibre muscolari perilesionali) più esteso rispetto alla lesione distrattiva muscolare, nonché l'evidenza di una "soluzione di continuo" nel contesto del ventre muscolare interessato della lesione, le cui dimensioni sono + o - variabili, esito dell'interruzione di numerose fibre muscolari
non si può contrarre il muscolo interessato della lesione per la presenza di vivissimo dolore e impotenza funzionale
trattamento: riposo (21-30gg), crioterapia locale, contenzione elastica, miorilassanti, antidolorifici e/o FANS, ripresa graduale dell'attività fisica (spesso dopo una rieducazione funzionale dell'arto funzionale dell'arto interessato dall'evento lesivo)
Strappo muscolare
Lesione muscolare
parziale
di 3° grado
interruzione di un considerevole numero di fibre muscolari
il dolore muscolare è comparso acutamente durante una violenta contrazione muscolare (es. calcio a vuoto, scatto, sollevamento enorme peso)
dolore vivissimo accompagnato da impotenza funzionale
alla palpazione dell'area dolente, si evidenzia la presenza di un avvallamento muscolare, per presenza di una profonda "soluzione di continuo" nel contesto del ventre muscolare interessato dalla lesione
nei giorni successivi si rende visibile un ematoma, dolente alla palpazione, nella sede della rottura muscolare
trattamento: riposo (30-60gg), crioterapia locale, contenzione semirigida e poi elastica, miorilassanti, antidolorifici/FANS, rieducazione funzionale; la ripresa dell'attività fisica deve essere cauta per evitare recidive
Lesione muscolare
totale
di 3° grado
interruzione di TUTTO il ventre muscolare
dolore muscolare violentissimo+impotenza funzionale
alla palpazione dell'area dolente si evidenzia la presenza di un'interruzione "a tutto spessore" del muscolo
trattamenti: riposo (90gg), crioterapia locale, contenzione rigida, terapia farmacologica (paracetamolo+codeina, oppioidi, eparina a basso peso molecolare),
precoce intervento chirurgico
Teletermografia
metodica per visualizzare sede ed entità delle lesioni muscolari acute
basata sul riscontro, nel muscolo scheletrico leso, di un'area calda per la fuoriuscita di sangue che, nei casi più gravi, dava luogo a raccolte ematiche (ematomi) nel contesto del ventre muscolare
Esame ecografico
a scopo diagnostico
tecnica non-invasiva, rapida e ripetibile, capace anche di ottenere immagini "dinamiche" del muscolo leso
va effettuato non prima che siano trascorse 38 ore dall'evento lesivo
Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)
tecnica di imaging più accurata per lo studio dei tessuti molli (golg standard)
va effettuata dopo 36-48 ore dall'evento traumatico
Lesioni tendinee acute traumatiche: tenorrafia termino-terminale (intervento chirurgico che consiste nella sutura di 2 segmenti tendinei recisi: tendine d'Achille)
Lesioni sottocutanee tendinee acute su base degenerativa (tendinosi):
segno di Popeye
(es. per rottura del tendine del capo lungo del bicipite brachiale)
manovra di Thompson positiva
(es. per rottura del tendine d'Achille) ESAME CLINICO
trattamento chirurgico mininvasivo percutaneo
con strumento dedicato (es. per rottura sottocutanea acuta del tendine d'Achille) + applicazione di PRP (=fattori di crescita piastrinici autologhi) per favorire la rigenerazione tissutale
trattamento chirurgico a cielo aperto mediante
tenoplastica
con ribaltamento distale dell'aponeurosi tricipitale (previa asportazione dell'area tendinea tendinosica) (es. per rottura sottocutanea cronica del tendine d'Achille)
Disinserzioni tendinee
più frequenti in età adulta
rara, ma possibile, un'
avulsione traumatica
del tendine rotuleo in
Malattia di Osgood-Schlatter
in età adolescenziale (→trattamento chirurgico di reinserzione del tendine rotuleo con ancoretta ed osteosintesi dell'apofisi tibiale anteriore con 2 viti)
Distorsione
parziale e temporanea perdita traumatica dei rapporti articolari
dovuta a un'esagerata sollecitazione funzionale cui è sottoposta un'articolazione (es. rotazione, iperestensione/iperflessione, brusco movimento di lateralità)
distorsione ginocchio
lesione LCA (legamento crociato anteriore)
nelle lesioni LCA: ricostruzione artroscopica con tendine rotuleo o con tendini della "zampa d'oca"; poi, necessaria la rieducazione funzionale (per almeno 4 mesi)
lesione LCM (legamento collaterale mediale)
lesione LCE (legamento collaterale esterno)
nelle lesioni isolate LCM/LCE: immobilizzazione mediante valva gessata posteriore o tutore ortopedico
lesione del menisco mediale o laterale (meniscectomia selettiva artroscopica)
distorsione tibio-tarsica: legamento peroneo-astragalico e posteriore, peroneo-calcaneare, legamento deltoideo
trattamento conservativo, immobilizzazione mediante gambaletto gessato/tutori
trattamento chirurgico (sutura legamentosa o reinserzione ossea con ancoretta): riservato a casi selezionati
trattamento riabilitativo (SEMPRE necessario): esercizi propriocettivi
Lussazione
perdita dei normali rapporti articolari
caratterizzata da lesione della capsula articolare e di 1 o + legamenti
può essere isolata o associata a una frattura
deve essere sempre ridotta (ciò avviene incruentemente)
trattamento chirurgico: riservato a casi isolati
lussazione della spalla
riduzione della lussazione, fasciatura alla Desault
lussazione del gomito
lussazione congenita dell'anca
dovuta a un'alterazione genetica dello sviluppo delle componenti osteo-articolari dell'anca
non ha un'eziopatogenesi traumatica