L'educatore all'interno della scuola
L'interlocutore diretto sono i servizi socio educativi
Per sole esperienze laboratoriali
Per tutto l'anno scolastico o intero ciclo
attribuiscono l'incarico a soggetti del terzo settore ( cooperative sociali)
Per bambini certificati
Per bambini non certificati che non hanno il sostegno ma necessitano di un supporto per carenze dal punto di vista dell'apprendimento e del comportamento
Promuove contesti inclusivi
Deve stabilire alleanze educative
Agisce sull'intera classe
Non deve svolgere interventi di secondo livello per i docenti (Couseling, formazione, sostegno psicologico )
La classe Può amplificare le situazioni di disagio
Funge da mediatore nel trattare le emozioni nei confronti dei comportamenti del bambino problematico
Può suggerire azioni per la corretta gestione del bambino
Può indicare risorse utili alla famiglia ed alla scuola
L'educatore in strada
Migliorare la qualità dell'aggregazione spontanea degli adolescenti del territorio
Rileva i bisogni
Allestisce percorsi finalizzati a promuovere lo sviluppo di abilità sociali
Fornisce ascolto o indirizza ai giusti servizi
Equipe formata da coppie di educatori
Pratica educativa di prossimità
Prevenzione
non venir prima
ma venir incontro
Attività a bassa soglia
Non mira ad annullare gli elementi di rischio ma a rafforzare le capacità di affrontare gli elementi di rischio
Spazi di aggregazione giovanile
Soglie
fuori dall'oratorio o centri sportivi
Interstizi
Vicoli, marciapiedi, gradini
Tane
Luoghi nascosti
Strada come setting
Mappatura
conoscenza informale dei gruppi
attraverso la descrizione fornita dagli adulti del posto
Indiretta
Diretta
osservazione non partecipata
Primi contatti con i gruppi
Rifiuto da parte del gruppo
identità forte del gruppo, in senso deviante
Disponibilità all'accoglienza
possibile ricerca di cooptazione delle proprie condotte trasgressive
Spazio istituente temporaneo
spazio costruito a partire dalle proposte dei ragazzi
Ritualizzare gli incontri per evitare di girare a vuoto
Temporaneità differenziata
I momenti di confronto e dialogo devono essere differenziati da quelli di svago
Legame debole
Prevede di costruire reti con gli enti del territorio
Radici su cui fondare l'azione educativa in strada
Riflessività
sul proprio ruolo
Creatività
Operare in situazione
Orizzonte metodologico di riferimento
tracciare una via
CAG CENTRI AGGREGAZIONE GIOVANILI
Riconosciuti a livello legislativo solo in Lombardia e Marche
Offerta formativa extrascolastica, nell'area dell'eggregazione e del tempo libero, destinato a preadolescenti e adolescenti
Ambiente laboratiorale di peer education ed interazione reciproca
Attività e regole non prestabilite
Magico laboratorio sociale per il rispecchiamento
Imparare ad interagire e confrontarsi
Possibilità di fare istituire un comitato di gestione
Importanza del setting formativo
Tempi flessibili e molteplici spazi vuoti
Spazio delimitato per distinguere il dentro dal fuori
Luogo in cui prendere le distanze dagli adulti
Luogo in cui potersi esprimere
Chiarezza del patto educativo nel rispetto di limiti e confini
Ruolo dell'educatore nel CAG
Raccogliere testimonianze della vita del centro
Sviluppare abilità cognitive e capacità progettuali
Provoca desideri e stimola l'immaginazione
Lavoro con i corpi
degli adolescenti
che cambiano, crescono, affrontano libidini e pulsioni
Nodi critici
Esasperata produttività e deriva spontaneistica
Rischio di selezionare l'utenza
Incontrare gruppi di difficile gestione
Necessità di costruire alleanze educative
L'educatore ed i minori stranieri non accompagnati ( MSNA )
minori richiedenti asilo
minori che devono riconggiungersi ma che non hanno fatto regolare richiesta
minori giunti attraverso criminalità orfanizzata
Regioni e Comuni
presa in carico
Ministero dell'interno
politiche migratorie
danno il mandato ai servizi socio educativi
La normativa prevede la tutela ma non chiarisce la tipologia di percorsi educativi da attivare
Deve saper capire i bisogni del minore per scegliere i percorsi più congrui
In caso di adolescenti, affronta il delicato momento della costruzione dell'identità in un nuovo contesto
Il principale traguardo formativo è l'autonomia
Accompagnamento solidale
Importanza del mediatore culturale per la comprensione attraverso l'uso di una lingua ponte
L'educatore controlla e monitora la frequenza dell'MSNA ai corsi di lingua italiana
L'educatore e la famiglia del disabile intellettivo adulto
Individuare i destinatari del lavoro educativo
sia la famiglia che il disabile in modo integrato e non sommatorio
Scelta valoriale
strategie e tecniche per l'interazione e l'inclusione sociale
Capire quali sono le idee della famiglia in merito alla disabilità del componente
negazione
iperprotezione
Evitare di cadere in trappore relazionali
non vivere il conflitto come qualcosa di personale ma come uno stallo della relazione
interazione simmetrica e rigida
evitare di evitare il confronto
evitare di assecondare
evitare di trascurare gli altri componenti della famiglia o i servizi esterni
Gruppo, couseling, Pei