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REFUGEE TALES TESTO 2 - Coggle Diagram
REFUGEE TALES TESTO 2
CAP 12: THE DELIVERY PERSON'S TALE as told by HH
il racconto narra la storia di un rifugiato nato in Senegal ma con origini libanesi. Il racconto è particolare perché ogni passaggio è raccontato in due versioni: una prima raccontata in prima persona da HH e una seconda che riporta le parole dell'avvocato Veglio che trascrive la sua storia perché possa essere raccontata in tribunale. Oltre a raccontarci la sua storia nel racconto si delinea un'immagine dell'immigrato clandestino molto diversa da quella della maggior parte degli europei. HH infatti ha studiato, conosce 4 lingue, viene da una famiglia ricca e ha vissuto in diversi paesi legalmente
L'INIZIO DELLA STORIA: TRA SENEGAL E LIBANO
HH è nato alla fine degli anni 80 in Senegal da genitori libanesi. è stato cresciuto da due balie insieme ai suoi fratelli. Sin da piccolo ha imparato ad apprezzare la diversità essendo egli stesso nato in Senegal ma da genitori libanesi musulmani, abbia frequentato una scuola francese(cristiana) e sappia già 3 lingue(arabo, francese, wolof).
Per motivi famigliari legati alla salute dei nonni si trasferisce in Libano. Nonostante questa sia la loro "madrepatria", in Libano la famiglia non si sente a casa ma straniera dato la loro lingua madre, il modo diverso di essere cresciuti e il non aver conosciuto la guerra
LA VITA IN EGITTO E L'AMORE CON N
Nel 2006 HH lascia il libano per trasferirsi in Egitto insieme al padre che ha deciso di investire in una società australo-libanese con una nuova sede in Egitto. Qui il protagonista lega subito con il resto della compagnia essendo molti di loro nati in Senegal (ma trasferiti da molto in Australia). In Egitto HH si innamora di una ragazza,N, figlia dei proprietari della compagnia. Il loro amore viene però proibito dalla famiglia di lei per le differenze religiose tra le due famiglie (entrambe mussulmani ma una sciita e l'altra sunnita). I due decidono perciò di fuggire in Thailandia
LA THAILANDIA
in Thailandia i due vivono serenamente per 8 mesi: lei grazie al suo passaporto francese, lui prorogando 2 volte un visto turistico. Avendo finito le possibilità di proroga del visto il protagonista deve dimostrare di avere 60.000 euro a disposizione per ottenere un permesso di soggiorno. Il padre decide di dare una mano al figlio e porta con lui in Thailandia i soldi necessari. Durante i giorni di permanenza del padre però la ragazza di HH ruba i soldi al fidanzato e scappa. HH è quindi costretto a tornare in Libano
DI NUOVO IN LIBANO E SENEGAL
In Libano HH si ricostruisce una vita che viene però interrotta quando viene aggredito dai parenti della ex e decide quindi di tornare in Senegal. Ancora una volta il protagonista si costruisce una nuova vita: lavora prima in una pescheria, poi in un'industria che produce plastica e infine in un hotel. Il sogno però finisce di nuovo quando anche qui viene raggiunto dai parenti della ex che lo aggrediscono nuovamente. è ora che HH decide di scappare in Europa
LA VITA IN EUROPA
Nel 2015 HH decide quindi di partire per l'Europa. Passa quindi per la Turchia, per la Grecia e infine arriva illegalmente in Italia. Qui fa la sua prima richiesta di asilo che viene rifiutata nel 2017. Egli infatti non sembra avere i requisiti per richiedere asilo secondo la conv di Ginevra e non ha un lavoro. anche qui si sottolinea la situazione anormale del protagonista che pur essendo rifugiato vive con il sostegno economico della famiglia a casa di un amico.
LA SECONDA RICHIESTA DI ASILO
HH fa quindi una seconda richiesta cercando nel frattempo di trovare un lavoro e le prove della pericolosità del suo ritorno a casa. Trova quindi un lavoro part-time in un ristorante grazie al suo coinquilino. Qui però viene sfruttato in quanto clandestino. Nonostante il lavoro e le prove la sua condizione non sembra ancora idonea e anche la seconda domanda di asilo viene rifiutata
L'ULTIMA RICHIESTA DI ASILO E LA VITA DI HH OGGI
Con il covid la situazione di HH peggiora: perde il lavoro e fa molta fatica a trovarne uno nuovo. Inizia quindi a fare le consegne per food app (da qui il titolo). Fa quindi una terza richiesta di asilo che viene finalmente accettata
CAP 9: THE RUNNING PERSON'S TALE as told to Philippe Sands
il racconto narra la storia di un rifugiato ventenne di origine yemenita. La sua storia comincia con la morte del padre che lo spinge a voler diventare un dottore e sarà questo sogno a portarlo fino a in Inghilterra.
IL PASSATO
il protagonista nasce in Yemen da un matrimonio combinato. Da bambino si trasferisce in Arabia dove vive un'infanzia tranquilla. Quando ha 7 anni muore il padre di epatite C e lui decide per questo che diventerà un medico. Per iscriversi all'università è costretto a tornare in Yemen ma anche qui è visto come uno straniero quindi si iscrive a un università privata. Poi in Yemen arriva la guerra e i ribelli Houti cercano di reclutarlo perciò torna in Arabia dove inizia a studiare business. Consapevole di non avere un futuro in Arabia e dopo essersi innamorato di una ragazza spagnola inizia il suo viaggio verso l'Europa
IL VIAGGIO VERSO L'EU
Attraversa la Mauritania, il Mali, l'Algeria e infine il Marocco per arrivare in Spagna. Qui fa richiesta di asilo ma la prima viene rifiutata e lui si ritrova da solo a sopravvivere in strada. Dopodiché fa una seconda richiesta a Barcellona ma deve aspettare un anno per avere risposta quindi decide di andare in Francia e da qui poi raggiunge lo UK illegalmente. Fa di nuovo richiesta di asilo ma viene detenuto in una serie di removal centre
IL PRESENTE
oggi il protagonista si trova detenuto in un hotel ma non ha perso le speranze per il futuro. Vuole vivere in Europa da uomo libero e vivere una vita normale. Credo sia di grande significato l'ultima frase: "I came here because they say this is a place with humanity"
CAP 10: THE DAUGHTER'S TALE as told by Natalia Sierra
Il racconto è diviso in 4 parti: la prima serve da introduzione alle altre 3 che raccontano la stessa storia da 3 punti di vista diversi.
La storia è quella di una famiglia colombiana che deve scappare e chiedere asilo in Svizzera a causa del lavoro della madre. Non viene mai ben definito questo lavoro ma si parla di diritti umani.
nell'introduzione la protagonista Natalia ci racconta dei suoi studi cinematografici e in breve la storia della sua famiglia. L'idea di riportare ciò che hanno vissuto nei centri di detenzione è un'idea della madre.
IL RACCONTO DI LAURA
laura è la moglie del fratello di Natalia. Anche lei fuggita con la famiglia in Svizzera nel 2016. Il racconto si apre con la descrizione del matrimonio terminato con la consapevolezza di dover scappare. Della detenzione si racconta soprattutto
- la descrizione dell'ambiente
- la sensazione di paura
- la tristezza di sapere di essere separata dal marito Gabriel
IL RACCONTO DI CLAUDIA
claudia è la madre della protagonista. Anche il suo racconto si apre quando la famiglia è ancora in Colombia e descrive la sua paura quando i figli non sono a casa la sera. Claudia nel suo racconto rivela anche di sapere di essere responsabile della fuga della famiglia e di non essere stata costretta a fare il suo lavoro ma di averlo scelto. Nel racconto si descrive inoltre l'ispezione all'arrivo in Svizzera e la situazione già precaria in cui viveva la famiglia prima di fuggire
IL RACCONTO DI NATALIA
il racconto si conclude con il punto di vista della protagonista che si concentra in particolare sul rapporto con la madre e nella descrizione dell'episodio che per primo le ha fatto riconoscere di essere prigioniera. Quest'ultimo avviene quando preoccupata perchè non vede più Gabriel e laura la madre le dice che probabilmente saranno rimarranno fuori per la notte come concesso dal centro.
Inoltre la protagonista racconta il suo rapporto con la madrepatria. Afferma che anche a Bogotá non si è mai sentita sicura ma ciò che le manca della città è la sensazione di appartenenza e di casa(conosce il luogo e sa come muoversi) che non prova in Svizzera
CAP 8: THE TRANSLATOR'S TALE as told by khodadad mohammadi
il racconto narra in prima persona la storia di un richiedente asilo di origine afghana. In questo caso non ci vengono descritte le cause della sua condizione ma solo il suo viaggio e la sua situazione presente
IL VIAGGIO:
il viaggio di Khodadad inizia nel campo di Moria in Grecia. Qui nonostante le difficoltà sopravvive facendo da traduttore e insegnante di inglese nel campo. Dopo tre anni in Grecia decide di partire per l'Italia ma durante il viaggio viene scoperto e arrestato dalla polizia che lo rimanda in Grecia. A questo punto il narratore ci racconta la sua esperienza nel campo e soprattutto quanto abbia migliorato la situazione il suo rapporto con gli altri detenuti compagni di stanza. Li definisce come una famiglia e racconta di come il gruppo si dava sostegno morale e materiale condividendo tutto ciò che avevano
IL PRESENTE
Infine ci viene raccontata la sua esperienza dopo la fine della detenzione. Khodadad racconta di essere tornato a visitare vecchi amici, la sua impressione sul coronavirus (è orribile soprattutto per i rifugiati) e di come a volte si senta ancora in prigione tanto da aver mantenuto ancora alcune abitudini che aveva in prigione.
Infine ci dice di essere finalmente riuscito a lasciare la Grecia nel 2020. Ora vive la sua nuova vita in Germania dove ha molto più supporto
CAP 11:THE CHEF'S TALE as told to Simon Smith
il racconto narra la storia di S, un ragazzo indiano rifugiato in Inghilterra a causa delle sue implicazioni (nonché della sua famiglia) nell'attivismo politico locale contro il governo. S racconta di essere arrivato in Inghilterra nel 2008 in modo legale con un permesso per lo studio. I problemi iniziano quando a causa di uno scandalo nazionale non gli è permesso avere i requisiti per entrare all'università (2013) e poi quando viene detenuto per la prima volta nel 2017. Infatti dopo la scadenza del suo permesso ha fatto richiesta di asilo più volte senza successo. Le prove da te apportate infatti non sembravano sufficienti a provare la sua insicurezza se fosse tornato nel suo paese
LA CONCLUSIONE
il racconto si conclude sulle considerazioni del presente. Le prime sono negative e riguardano gli effetti della detenzione ( problemi di salute mentale, depressione e tentati suicidi; e fisica, problemi alla spalla) MA invece le ultime sono più speranzose. Durante questo percorso infatti sei diventato uno chef, iniziando anche a lavorare come chef in una banca per avvicinarti al mondo della finanza per cui hai studiato. Il tuo desiderio oggi è quello di aprire un ristorante in cui ognuno paghi quanto può così da permettere ai bisognosi di mangiarvi gratis
CAP 13: THE ADVOCATE'S TALE as told by JB
Questo racconto è particolare perchè non racconta effettivamente la storia del rifugiato ma solo la sua esperienza da detenuto in UK. Egli è stato detenuto il giorno stesso della sua domanda d'asilo senza spiegazioni sulla motivazioni né una data di scadenza della suo periodo di detenzione. Le sue considerazioni lo portano a ribadire quale sia l'obiettivo politico del progetto: abolire l'indefinite detention. JB della detenzione racconta
- le pessime condizioni di supporto sanitario
- la sensazione che il sistema sia creato per il rifiuto delle domande di asilo
- gli scioperi della fame
- i tentati suicidi
ABOUT THE CONTRIBUTORS
JB è un rifugiato Ugandese. Gli sono stati concessi 5 anni di asilo in UK ma il suo sogno è quello di tornare i Uganda quando possibile. Ora è un idraulico e studia per diventare tecnico del gas (gas engineer). Questo lavoro gli ha permesso di costruire una nuova identità e di distarsi dal suo passato
CAP 14: THE PRISONER'S TALE as told to Christy Lefteri
quest'ultimo racconto è centrato sul rapporto padre-figlia. il protagonista infatti arriva in Inghilterra, a Manchester con la madre quando ha solo 10 anni. Passa qui la sua adolescenza fino a quando è costretto a tornare nel Paese d'origine(che non viene esplicitato) perché la richiesta di asilo è stata respinta. Da qui il suo pensiero rimane quello di tornare nello UK per poter vedere la figlia nata da una relazione tenuta nell'ultimo periodo di permanenza nello UK. Tuttavia viene fermato in scozia dove viene detenuto. Viene poi spostato a Londra dove ottiene un permesso di libertà vigilata e può finalmente vedere la figlia. Infatti non avrebbe voluto vederla per la prima volta da prigioniero
L'INCONTRO CON LA FIGLIA
Il racconto si conclude con la realizzazione del desiderio di vedere la figlia, con la quale però il protagonista non può avere l'incontro che desidera. Egli infatti è affetta da ansia sociale e quindi troppe attenzioni da parte del padre potrebbero scatenare in lei una reazione negativa