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capitolo 5 --> La società dell’informazione e della conoscenza. -…
capitolo 5 --> La società dell’informazione e della conoscenza.
1.Dalla società moderna alla società in rete.
La nostra epoca viene spesso vista come una “rivoluzione” in cui tutto sta cambiando molto
rapidamente → Sentirsi disorientati di fronte ai cambiamenti è un esperienza tipica dell'individuo
s nella società moderna, dove il concetto di modernità si applica almeno agli ultimi
s tre secoli della storia del mondo occidentale.
Senso di disagio non è fenomeno recente → Alcuni dei maggiori sociologi hanno parlato di
s “smarrimento dell'uomo” o di “mente senza dimora.
→ → Secondo questi autori il vero tratto distintivo della modernità è dato dall’affermazione del
pluralismo. (= Nelle civiltà antiche le istituzioni morali e religiose erano le uniche a poter dire cosa
s fosse giusto e cosa sbagliato al contrario, con l'avvento della modernità assistiamo alla
s progressiva coesistenza nella medesima società di diversi ordinamenti di valori e di
s comunità differenti. Cessa di esistere un unico punto di riferimento sostituito
s da una vasta scelta di confessioni religiose antiche o nuove e da ideali politici laici)
modernità → non significa necessariamente perdita o declino della religione quanto piuttosto un
s incremento qualitativo e quantitativo delle spinte verso la pluralizzazione.
S → → La conseguenza di tutto questo è una “crisi di senso strutturale” = se in una
s società premoderna l'individuo sa in ogni momento qual è la sua identità, il
s pluralismo ci costringe a scegliere.
Nella sua estrema complessità , la società moderna evidenzia processi fortemente ambivalenti.
→ → Ciò che una volta era “dato per scontato” oggi diventa tecnicamente manipolabile (posso
dare alla luce un figlio anche se sono sterile)
Nascono nuove discipline → la bioetica, per cercare risposte a domande che un tempo non si
s ponevano neppure e per aiutarci a scegliere.
→ → Tuttavia, se da una parte si espandono gli ambiti soggetti alle scelte individuali e l'individuo è
sempre più chiamato a prendere decisioni, dall'altra parte si estendono anche le possibilità del
controllo sociale tecnologico e normativo.
La società moderna è una società che ha acquisito la capacità di riflettere.
→ capacità riflessiva^confronto^processi decisionali = il cuore della modernità e trovano il loro
luogo di espressione all'interno dello spazio pubblico rappresentato dal sistema dei media.
Dalle pubblicazioni periodiche del 1700 → si sviluppa quella sfera pubblica che viene posta a
s fondamento della società propriamente moderna.
→ → Lo sviluppo delle tecnologie comunicative che ha condotto dalle “gazzette” alla radio, alla la
televisione e infine ad internet si può interpretare come una costante e accelerata espansione
della sfera pubblica moderna.
Le tecnologie della comunicazione si sono accompagnate a molte trasformazioni sociali
associandosi sempre più strettamente alla diffusione di internet. L’ innovazione tecnologica ha
apportato rapidi cambiamenti nella vita quotidiana degli abitanti delle società occidentali.
Giddens → parla di modernità “radicale“
altri → propongono di superare il paradigma della modernità per abbracciare etichette come
“società postmoderna”, “società postindustriale” o “società dell'informazione”.
S → Ha il merito di evidenziare la caratteristica
s che meglio dovrebbe distinguere la società
s attuale dalla modernità classica: ovvero
s l'informazione come risorsa centrale.
Nuovo millennio → assistiamo a un lento declino di tutte queste etichette a favore di un nuovo
s paradigma → si parla più spesso di “network society” o “società in rete”.
network society → Il concetto è oggi tra più usati per riferirsi a un sistema sociale che mostra
s alcuni tratti di discontinuità con la modernità classica.
S → Le origini si trovano in una serie di grandi mutamenti geopolitici avvenuti
s nella seconda metà del '900 (crisi economiche del capitalismo, collasso dei
s paesi socialisti ma anche l'emergere dei movimenti sociali e culturali come il
s femminismo) → x Castells questi processi condotto alla riconfigurazione in
s senso reticolare della società.
società in rete → NON ci si riferisce solo all’importanza che hanno acquisito le reti informatiche
e nel sistema sociale contemporaneo MA a un più generale paradigma reticolare.
S → → Il concetto di rete indica un modello di organizzazione orizzontale,
s flessibile e in grado di adattarsi rapidamente alle mutate condizioni ambientali.
S → si esprime quindi attraverso cinque caratteristiche:
L’informazione rappresenta la materia prima.
La diffusione delle nuove tecnologie ha carattere pervasivo.
Le nuove tecnologie si organizzano in modo reticolare.
L'organizzazione a rete permette un'estrema flessibilità nella rapida riconfigurazione dei
sistemi al mutare delle condizioni ambientali.
Le diverse tecnologie convergono sempre più verso un sistema socio tecnico altamente
integrato , nel quale sfumano i confini tra ambiti e discipline diverse.
Ai grandi cambiamenti globali si accompagnano naturalmente anche nuove esperienze quotidiane
nelle vite dei singoli individui → questo insieme di cambiamenti viene oggi interpretato attraverso
s una chiave di lettura, quella di “individualismo reticolare”
s =espressione capace di evidenziare i modi attraverso i quali si
s tende ad organizzare le nostre relazioni sociali.
Siamo noi a scegliere le reti di cui facciamo parte e le nostre “cerchie sociali” sono piuttosto frutto
delle nostre scelte → l'espansione delle possibilità di scelta del singolo individuo ha trovato una
s repentina accelerazione nella “società delle reti”.
Dati, big data e open data.
Per parlare del mutamento sociale che stiamo vivendo centrali sono le nozioni - “informazione”
di - “conoscenza”
→ costituiscono le risorse attorno alle quali si strutturano gli equilibri geopolitici, le disuguaglianze
sociali e i processi di innovazione → Si tratta di risorse formalmente simboliche, che tuttavia si
s traducono in realtà molto facilmente in ricchezza materiale.
Oggi avviene la digitalizzazione dell'informazione → sempre di più le informazioni di cui
s disponiamo sono raccolte, organizzate e
s archiviate in formato digitale.
S → La digitalizzazione dell'informazione permette uno straordinario salto in avanti
s per quanto riguarda l'efficienza del suo utilizzo. Pensiamo al vecchio archivio di
s fotografie di famiglia stampate su carta , il nostro archivio oggi è composto da
s un numero molto più alto di fotografie, ognuna delle quali accompagnate da
s metadati che indicano con assoluta precisione data e ora dello scatto.
Nelle società occidentali quasi ogni momento della vita quotidiana personale e professionale lascia
dietro di sé una lunga serie di tracce e informazioni digitali, tali informazioni vengono generate
automaticamente senza necessità dell'intervento umano e vengono successivamente archiviate e
conservate andando ad accumularsi e generando così enormi ammassi di dati.
→ → Le proprietà la gestione e i limiti di utilizzo di questi big data diventano questioni cruciali
nella società dell'informazione. → Le tre principali caratteristiche , le tre “v” che rendono il
s concetto di big data qualcosa di completamente diverso dalle
s varie raccolte di informazioni del passato:
• “v” come volume: I big data hanno a che fare con quantità di informazioni difficilmente
immaginabili.
• “v” come velocità: tali enormi quantità di informazioni necessitano di tecnologie
specifiche per poter essere raccolte e analizzate in tempi estremamente rapidi.
• “v” come variabilità: le potenzialità dei big data si esprimono al meglio mettendo in
relazione tra loro dati provenienti da fonti diverse.
Come tutte le cose vi sono opportunità e rischi dei big data:
da una parte le aspettative di una vita quotidiana più semplice per tutti, con nuovi elementi per la
ricerca scientifica , anche una sanità su misura e interfacce personalizzate sull’abitudine dei singoli
utenti
dall'altra parte i timori del controllo sociale ancora più pervasivo.
L'avvento dei big data è collegato un ulteriore interessante innovazione , ovvero il progressivo
dislocamento di dati sulla cosiddetta “nuvola” → il “cloud computing “ risponde all’esigenza di
s archiviare enormi quantità di informazione,
s conservandone l'accessibilità online.
S → Pensato per piccole/medie imprese x non dotarsi
s di attrezzature hardware e software idonee alla
s conservazione “in deposito” dei propri dati
s (questo viene esternalizzato mediante l'affitto di
s uno spazio su server remoti, il cloud appunto).
N.B. Una prospettiva critica sul cloud computing ci invita alla prudenza, seducendoci con la
comodità delle interfacce e con l’apparente gratuità economica, ci sottrae autonomia e libertà.
Assumono particolare importanza i tentativi di affiancare la “quantità” dei big data con la “qualità”
di una politica aperta di gestione dei dati stessi → Si parla a questo proposito di open data per
s riferirsi a insiemi di dati resi disponibili online
s per il libero uso da parte di aziende e cittadini.
“Conoscenza aperta” → significa aderire a una visione della conoscenza come bene comune.
S → Secondo la definizione della Open Knowledge Foundation, la conoscenza
s aperta si riferisce a prodotti e opere (libri, musica, sfotografie, testi
s scientifici) che rispondono a una serie di requisiti tecnici:
• accesso: l'opera deve risultare accessibile online senza costi.
• redistribuzione: non ci devono essere limiti alla distribuzione.
• riutilizzo: deve essere consentita la modifica dell’opera e la creazione di opere derivate.
→ → Il riutilizzo dei dati pubblici organizzati in formati digitali e provenienti da fonti diverse
conduce anche ad accennare alla transizione verso la cosiddetta “smart city” che richiama la
necessità di gestire in modo intelligente i processi di innovazione propri del mondo
contemporaneo.
Disuguaglianze digitali: dall’accesso alle competenze.
Raccogliere e organizzare grandi quantità di informazione è sempre stato un compito complesso in
termini economici → Tra le promesse dei big data via invece anche quella di una loro raccolta a
s costi relativamente bassi MA questo non vale allo stesso modo per tutti.
S → Nascono così nuove forme di disuguaglianza sociale, in questo senso i
s principali social media godono di una ricchezza inestimabile, che in alcuni
s casi cedono a pagamento ad altri soggetti interessati. Un sociologo che
s lavora per Facebook, per esempio, gode di un vantaggio incolmabile.