per capire queste parole posiamo considerare le vedute il laboratorio dei marmi a san vidal (1725),nela quale canaletto inquadra due campi,al di quale e al di la del gran canale,metendo in primo piano la baracca dove si ritrovano gli operai intenti a segare i marmi per i lavori dell'adiacente chiesa di san vidal,che non vediamo.al centro della scena c'e dunque un altra venezia popolare come averebbe potuto un crespi,lontanisima dagli eleganti protagonisti dei longhi.il colore e saturo denso,fredo,come uno smalto e le ombre nette,sotto una luce asoluta che indugia sui particolari,piu feriali,ignobili,e ribalzano come un lampo sulle tende candide
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