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Le riforme dei Gracchi - Coggle Diagram
Le riforme dei Gracchi
La situazione sociale che si presentava a Roma nella seconda metà del II secolo a.C. fece avvertire la necessità di avviare delle nuove riforme.
Così nel 133 a.C. Tiberio Gracco divenne tribuno della plebe e presento una proposta di riforma agraria, che nelle intenzioni di Tiberio avrebbe dovuto colpire solo il latifondo illegale.
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Applicazione della legge che limitava i possedimenti dei proprietari terrieri a non più di 500 iugeri di terra demaniale.
Tuttavia queste riforme suscitarono una violenta opposizione da parte dell'oligarchia senatoria e dei latifondisti che con una mossa politica riuscirono a portare dalla loro parte Marco Ottavio il quale bloccò le riforme di Tiberio, che ha sua volta lo fece deporre dalla sua carica di tribuno.
Infine Tiberio andò nuovamente contro la legge infatti dopo aver deposto Marco Ottavio presentò per la seconda volta la sua candidatura ai tribuni della plebe e per questo fu accusato di ambire alla tirannide e per questo fu assassinato da un gruppo
di giovani senatori guidati da Publio Scipione Nasica
Successivamente prese il potere il fratello minore di Tiberio Gaio Sempronio Gracco che aveva intenzione di:
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Tuttavia il senato di fronte alla politica di Gaio chiese aiuto all'abile oratore Livio Druso che per sottrarre consensi a Gaio fece leva sul malumore che la concessione della cittadinanza agli alleati italici aveva suscitato.
Con un'abile azione Livio infine respinse tutte le riforme di Gaio e così un'anno dopo non fu nuovamente rieletto, anzi il senato proclamò lo stato d'emergenza e la senatoconsulto ultimo, dichiarando Gaio nemico pubblico.
Vista la situazione Gaio scappò e per non cadere in mano al senato si fece uccidere da un suo servo.