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lettura 1
organizzazione e teoria organizzativa
La capacità di adattamento diventa pertanto condizione di sopravvivenza per ogni organizzazione che si trovi ad operare in condizioni di dinamismo ambientale.
organizzazione: entità sociale guidata da obiettivi e strutturata intenzionalmente in modo da assicurare un efficace coordinamento nello
svolgimento delle attività necessarie, nonché un tempestivo adattamento alle variazioni delle condizioni nell’ambiente esterno.
Per favorire la sopravvivenza di un’organizzazione le proprietà di coordinamento che occorre realizzare si devono estendere anche alla capacità di adattarsi all’ambiente esterno
Scuola della Direzione Amministrativa: studio della progettazione e del funzionamento dell'organizzazione nel suo complesso. 5 elementi chiave (programmazione, organizzazione, comando, coordinamento e controllo) individuando quattordici princìpi di management
aumentare la loro produttività erano dunque fattori di ordine psicologico o può essere che in realtà le lavoratrici temessero che il loro
comportamento venisse riportato dagli osservatori al datore di lavoro
14 principi idea validità universale e dovessero perciò essere seguiti nella progettazione di ogni organizzazione.
si fecero invece largo progressivamente princìpi rivali rispetto a quelli proposti dallo Scientific Management e dalla Scuola della Direzione Amministrativa, che si riconoscevano nel paradigma delle relazioni umane
L’organizzazione come disciplina scientifica corrisponde invece al
lo studio delle proprietà che possono migliorare il coordinamento di tali attività
Se i princìpi dello Scientific Management e della Scuola della Direzione Amministrativa sono molto meno applicabili oggi è soprattutto perché si sono profondamente modificate le attività svolte nei contesti di lavoro,
scientific managment: Il principio fondante di questo paradigma è l’idea che le buone prassi organizzative possano essere individuate attraverso studi empirici precisi che misurino l’efficacia relativa delle diverse soluzioni.
L’organizzazione come disciplina scientifica corrisponde invece ad una seconda dimensione di analisi degli istituti incentrata sull’indagine delle loro proprietà di coordinamento
Scuola delle Relazioni Umane: produttività
aumentava non tanto in relazione al cambiamento delle condizioni di lavoro quanto piuttosto per il fatto che tutte si sentivano sotto osservazione e sapevano di essere parte di un importante studio della loro azienda.
tutti gli istituti devono reperire i mezzi e le risorse necessarie per il conseguimento dei propri fini
es. 1. Livelli più elevati di produttività sono conseguibili generando condizioni di miglior soddisfazione delle persone; 2. I comportamenti dei capi, influenzano le azioni dei dipendenti e la loro soddisfazione, 3. La maggior parte dei conflitti sui luoghi di lavoro si può risolvere
efficacemente attraverso la comunicazione fra le parti, 4. Interventi ben condotti di rotazione, allargamento e arricchimento
delle mansioni aumentano la varietà dei compiti, l’identità percepita e l’autonomia producendo maggiore soddisfazione e produttività
La natura delle finalità primarie consente inoltre di distinguere diversi tipi di organizzazioni, o meglio di istituti: le imprese, gli enti pubblici e le associazioni
Taylor --> sostiene che suoi risultati sostenendo che alcuni princìpi generali possono essere applicati in ogni organizzazione migliorando l’efficienza del lavoro
perseguimento di una comune finalità in quanto consente di distinguere un’organizzazione rispetto ad altri tipi di sistemi sociali
sintesi: 1. Realizzare la massima divisione del lavoro fra gli operatori, 2. Studiare le procedure lavorative degli operai di prim’ordine consente di codificarle e di trasmetterle attraverso l’addestramento a tutti gli operatori, 3. Distribuire una parte della maggiore produttività ottenuta attraverso incentivi, come il cottimo, motiva gli operatori
Un’organizzazione è un'entità sociale perché corrisponde a un insieme di persone che interagiscono nello svolgimento di attività
L’aspetto invece più superato è nell’idea che si possano definire dei principi universali di buona organizzazione validi per ogni situazione e in questo si possono comprendere anche quelli prodotti dalla Scuola delle Relazioni Umane, che pure mantengono una loro maggiore attualità
Teoria Contingente sostituisce ai princìpi universali una serie di preposizioni condizionate espresse nella forma ipotetico-ipotetico-deduttiva «se…. allora»..
organizzazione che appresne: assetto che promuove la comunicazione e la collaborazione in modo tale che ogni soggetto si senta coinvolto nell'identificazione e nella risoluzione dei problemi, permettendo all'organizzazione di sperimentare, migliorare e incrementare di continuo le proprie capacità. (basato su 'uguaglianza, sulla circolazione delle informazioni, su un ruolo più limitato della gerarchia e sulla promozione di una cultura)
Le dimensioni strutturali consentono di descrivere le caratteristiche interne di un’organizzazione anche per poterla confrontare con altre, mentre le dimensioni contestuali descrivono essenzialmente l'ambiente organizzativo, che influenza e modella le dimensioni strutturali
dimensioni strutturali: Formalizzazione -> quantità di documentazione scritta prodotta la fine di regolare l'organizzazione. Specializzazione -> grado di suddivisione dei compiti fra posizioni lavorative separate. Gerarchia -> ruolo di chi esercita la supervisione nell’organizzazione, Centralizzazione livello al quale vengono assunte le decisioni. (velli superiori si definirà l’organizzazione accentrata, livelli organizzativi inferiori autonomia ed empowerment)
La Teoria Contingente ha una rilevanza attuale ben maggiore dei filoni di studio già presentati le forme di organizzazione potenzialmente efficaci sono diverse, e il principale fattore di contingenza che rende più o meno opportuno il ricorso ad una data forma corrisponde all’ambiente, e in particolare nel suo grado di stabilità o dinamismo