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I MONASTERI: CENTRI RELIGIOSI,CULTURALI E EDUCATIVI - Coggle Diagram
I MONASTERI: CENTRI RELIGIOSI,CULTURALI E EDUCATIVI
Origini del monachesimo risalgono alla fine dell III secolo, dove alcuni fedeli decidevano di vivere a pieno la propria fede
Alcuni monaci vivevano in completa solitudine, ovvero gli eremiti o anacoreti
Per la loro vita sceglievano luoghi non abitati; Queste condizioni estreme servivano per un percorso di purificazione e elevazione spirituale per la comunicazione con Dio, che comportava quindi un allontanamento dalle esigenze del corpo e dalle passioni terrene
Altri monaci decidevano di avvicinarsi a Dio con altri credenti,cioè i primi cenobi ( piccole comunità di monaci che sceglievano una vita collettiva con delle regole comuni.)
I cenobiti vivevano in pace, vi era un monaco riconosciuto come virtuoso e sapiente ,il quale aveva il comando della comunità.
Tra il IV e V secolo il monachesimo si diffuse anche in Europa.
In italia tra il V secolo e primi decenni del VI quando nacque la comunità di san Benedetto (nato a norcia).
Nel 528 fondò comunità monastica a Montecassino . Nel 540 scrisse la regola, ovvero un inseme delle norme che regolano la vita spirituali e pratica in un monastero.
LA REGOLA PUO' ESSERE CONSIDERATA UN TESTO PEDAGOGICO POICHE' SPIEGA I COMPORTAMENTI CHE DEVONO ASSUMERE I MONACI
I monaci dovevano obbedire all'abate,ovvero il direttore e educatore della comunità. Oltre alle attività manuali vi erano quelle intellettuali che creavano i monasteri in i veri e propri centri di cultura.
san Benedetto voleva che sapessero leggere e scrivere, per questo gran parte del lavoro consisteva nella copiatura a mano di testi sacri e di cultura grande, erano gli ammanuensi
MONASTERI: centri economici,culturali,e educativi
Oltre alle scuole interne ai monasteri vi erano altri due tipi di scuole; In un primo momento vi furono le "scuole episcopali" e in seguito le "scuole presbiterali"
Furono molti gli intellettuali sistematori della cultura del tempo, per conciliarla con la tradizione classica
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Dal messaggio biblico fiorì una cultura cristiana centrato sulle arti liberali,divise in:
TRIVIO e QUADRIVIO
La vita monastica era considerata una soluzione per non vivere senza privazione e dotarsi di una buona cultura.
I genitori,al tempo, portavano i propri figli al convento e li consegnavano ai monaci, i quali li accoglievano con un cerimoniale che sanciva il destino di oblati.
Una volta entrati affrontavano una vita di disciplina sacrificio e studio nella scuola monastica o claustrale.
L'OBBIETTIVO DA RAGGIUNGERE IL PROPRIO OBIETTIVO QUANDO RIUSCIVA A CANCELLARE NEL FANCIULLO L'INTERESSE PER GLI ISTINTI DEL CORPO E LE PASSIONI, SOSTITUENDOLO CON IL DESIDERIO DI SERVIRE DIO
GREGORIO MAGNO fece un programma di evangelizzazione (annuncio del vangelo ai non cristiani ).Spinse i religiosi a prestare più attenzione alla comunicazione verbale per gli analfabeti attraverso la bibbia dei poveri ( immagini a illustrazione delle sacre scritture).
I RELIGIOSI IN PRATICA DOVEVANO RICORRERE A UN LINGUAGGIO SEMPLICE E DIRETTO IN MODO TALE DA PREDISPORRE L'ANIMO DI TUTTI
Egli inoltri ideo la "scuola dei cantori", nella quale vi era una formazione di un coro composto da giovani, che durante le funzioni cantavano inni e salmi. IN QUESTO MODO GREGORIO CONTRIBUI' ALLA DIFFUSIONE DELLE CONOSCENZE DEI TESTI SACRI
ETA' CAROLINGIA rinascita culturale. Carlo Magno: 1)perseguì una politica di stabilizzazione del regno
2)aumentò il numero di ufficiali,consiglieri e segretari di corte 3) emanò ordinanze (emanate da un'ordinanza scritta in una nuova scrittura detta "capitolina") amm. e legislative dette "capitolari" 4) creò una scuola detta palatina (riservata ai figli dei nobili laici) IL SUO INTENTO ERA QUELLO DI ESTENDERE L'ISTRUZIONE ANCHE AI LAICI
La scuola era governata da ALCUINO. Egli fece una divisione, sui programmi di insegnamento, in tre livelli: 1) dedicato all'istruzione di base; 2) ded. allo studio delle arti liberali; 3) appr. della conoscenza delle sacre scritture
Dopo la morte di carlo magno il potere passò ai feudatari. La formazione laica,in età carolingia rimaneva un privilegio dell'aristocrazia. Nella formazione viene poi rifatto un ideale di vita cavalleresco
Ai cavalieri veniva insegnata l'abilità tecnica dell'uso delle armi a cavallo e il giusto modo di comportarsi
LA FORMAZIONE COMINCIAVA A 7 ANNI NEL CASTELLO PATERNO, POI A 14 ANNI VENIVA INVIATO COME "scudiero"PRESSO UN ALTRO CASTELLO E A 21 ANNI VI ERA IL RITO DELLA "INVESTITURA", DOVE UN CAVALIERE ANZIANO LO RENDEVA UFFICIALE