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L'EMOZIONI - Coggle Diagram
L'EMOZIONI
le emozioni sono spesso definite come uno stato complesso di sentimenti che si traducono in cambiamenti fisici e psicologici
Alberto Pellai, : un medico che ha scritto molti libri sulle emozioni. Alberto dice che le emozioni sono “come una bussola per capire che cosa succede fuori e dentro di noi”.
le emozioni più comuni sono 6
GIOIA
la chiamiamo felicità, a volte allegria, ma sappiamo bene che cos’è. La faccia di chi è felice si riconosce subito.
La gioia ci fa sentire bene e non vorremmo che se ne andasse mai. Invece sfugge di continuo. Come si fa a ritrovarla? Molti psicologi dicono che se si sorride spesso è più facile sentirsi felici
PAURA
Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia.
TRISTEZZA
È un modo per chiedere aiuto agli altri, per dire loro di starci vicini perché ci sta capitando qualcosa di brutto. Una persona triste va consolata e non distratta dicendole di non pensare più a quello che lo rende triste.
RABBIA
storici: la rabbia è una grande energia che va usata bene. E se proprio dobbiamo arrabbiarci, suggerisce Emanuela Iacchìa, facciamolo almeno per combattere le ingiustizie!
VERGOGNA
viso tutto rosso e gli occhi lucidi dicano chiaramente che cosa ci sta capitando. Infatti è meglio parlarne che nasconderla. Forse abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, e allora questa emozione aiuta a capire che avremmo dovuto comportarci diversamente.
INVIDIA
l’emozione peggiore di tutte: l’invidia. Essere invidiosi non sembra mai una bella cosa. Eppure anche questa può essere utile. Se sei invidioso di chi sa suonare la chitarra, puoi sempre cercare di imparare anche tu
13 EMOZIONI
Gli scienziati dell’Università di Berkeley, in California, hanno intervistato oltre 2.500 persone negli Stati Uniti e in Cina, chiedendo loro quali erano le emozioni che provavano ascoltando canzoni rock, folk, jazz, classiche, popolari o heavy metal.
divertimento, gioia, erotismo, bellezza, calma, tristezza, sogno, trionfo, ansia, paura, irritazione, sfida e perfino sentirsi carichi ed esplosivi.
LA MUSICA IN GRECIA
Damone (sec. V a. C.) e filosofi come Platone (secc. V-IV a. C.) e Aistotele (IV sec. a. C.) giunsero ad affermare che i diversi tipi di musica possono modificare in senso positivo o negativo il carattere dei giovani.
filosofo di Stagira, è importante non solo ascoltare la musica, ma studiarla e praticarla in prima persona.
Aristotele rifletteva sulle qualità benefiche ed educative della musica, arrivando a sostenere ne La Politica che la musica “non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poiché può servire per l'educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo”
Aristotele notò come l'ascolto musicale modificasse l'attitudine cognitiva e l'umore degli ascoltatori e come l'esecuzione di uno strumento durante i simposi favorisse il dialogo e coinvolgesse i partecipanti grazie alla melodia di sottofondo.
L'indagine aristotelica comincia proprio con l'analisi di ciò che rappresentava la musica e l'apprendimento musicale
Come dichiarò ne La Politica, “La musica mostra
Aristotele sostenne che la musica, come le emozioni, avesse origine dal movimento.
Aristotele riuscì a intuire l’importanza di un simile sistema educativo più di 2300 anni fa, tra i primi a sostenere che la musica ha un'importanza fondamentale nella crescita di un individuo nel proprio contesto personale e sociale.