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FIBRE TESSILI DI ORIGINI ANIMALI (SETA (La seta è una fibra proteica di…
FIBRE TESSILI DI ORIGINI ANIMALI
SETA
La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono ottenere tessuti pregiati. La seta viene prodotta da alcuni insetti dell'ordine dei lepidotteri. Si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte appartenenti alla specie Bombyx mori.
LAVORAZIONE:
Pulitura: cernita e lavaggio della fibra.
Apritura e battitura: apertura e battitura dei fiocchi di lana per liberarli della polvere e delle varie impurità.
Cardatura: operazione volta ad eliminare le impurità residue e a formare una "falda" in cui le fibre sono tenute unite per reciproca adesione.
Pettinatura: mediante macchinari forniti di"pettini" le fibre lunghe vengono lisciate e messe in parallelo fra loro. Si ottiene un nastro pettinato detto top.
Stiro: il nastro viene trasformato in "stoppino".
Filatura: con energica torsione lo stoppino si trasforma in filato resistente, omogeneo e continuo.
Ritorcitura: si effettua ritorcendo insieme un certo numero di fili. Il filo ritorto ha maggiore resistenza.
Roccatura: i filati avvolti in rocche sono pronti per le lavorazioni successive.
Eliminazione della bava che il baco secerne all’inizio e che rimane attaccata in parte al bozzolo ed in parte alle frasche che compongono il bosco
Stufatura o Essiccazione
La stufatura rappresenta la tecnologia tradizionale. I bozzoli vengono posti in stufe e sottoposti ad un trattamento di circa un’ora con vapore acqueo a 70-90°C, in modo che la crisalide muoia; poi vengono lasciati essiccare naturalmente (tre-quattro mesi).
L’essiccazione rappresenta la tecnologia industriale; il processo è stato messo a punto alla fine del XIX secolo. Il bozzolo dapprima rimane per 2-3 ore a 90-95°C, in modo da uccidere la crisalide, successivamente la temperatura scende gradualmente, in 6-8 ore, sino a 50-55°C. In questa 2^ fase il calore viene assorbito dal contenuto in liquido della crisalide ed il bozzolo si essicca senza che si danneggi la seta. Il bozzolo può quindi essere conservato per lungo tempo prima della sua lavorazione.
I primi forni erano simili a quelli dove si cuoceva il pane, ma più grossi, situati di solito sotto un porticato all’aperto, attualmente s’impiegano essiccatoi costituiti da forni a ventilazione forzata.
LANA
La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene dal vello di ovini, conigli, camelidi e produzioni minori da cani, yak e antilope tibetana. La lana che si viene ad ottenere viene definita lana vergine. Un altro metodo per ricavare la lana è quello di recuperarla dopo la macellazione della pecora stessa
LAVORAZIONE:
Tosatura: separazione del vello dal corpo dell'animale con tosatrice manuale o meccanica. Si ottiene lana saltata se l'animale è stato lavato, lana sucida se non ha subito la prima fase
Cernita: dal vello intero si separa la lana delle spalle e dei fianchi (fine e lunga), della schiena (corta e ruvida) e del ventre (corta e debole).
Lavaggio della lana: con ripetuti lavaggi in acqua tiepida con sostanze sgrassanti e detergenti la lana viene pulita e sgrassata. Dall'acqua sporca di scarico si estrae il grasso puro, lanolina, impiegata nell'industria chimica e farmaceutica.
Asciugatura: effettuata con aria calda.
Cardatura e pettinatura: Per il ciclo pettinato la lana viene subisce l'operazione di cardatura che consiste nel liberare dalle impurità, districare e rendere parallele le fibre tessili, al fine di permettere le successive operazioni di filatura. successivamente si ha la pettinatura che consiste nell'ordinare le fibre tessili dopo che sono state cardate.
FILATURA:
Pulitura: cernita e lavaggio della fibra.
Apritura e battitura: apertura e battitura dei fiocchi di lana per liberarli della polvere e delle varie impurità.
Cardatura: operazione volta ad eliminare le impurità residue e a formare una "falda" in cui le fibre sono tenute unite per reciproca adesione.
Pettinatura: mediante macchinari forniti di"pettini" le fibre lunghe vengono lisciate e messe in parallelo fra loro. Si ottiene un nastro pettinato detto top.
Stiro: il nastro viene trasformato in "stoppino".
Filatura: con energica torsione lo stoppino si trasforma in filato resistente, omogeneo e continuo.
Ritorcitura: si effettua ritorcendo insieme un certo numero di fili. Il filo ritorto ha maggiore resistenza.
Roccatura: i filati avvolti in rocche sono pronti per le lavorazioni successive.