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IL SEICENTO IN EUROPA (LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA (LA CHIESA CONDANNA LE…
IL SEICENTO IN EUROPA
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LA RIVOLUZIONI INGLESI
GIACOMO I STUART SI SCONTRA CON IL PARLAMENTO
Nel 1603 salì al trono Giacomo I Stuart che voleva totale potere togliendolo al parlamento e voleva imporre nuove tasse e nuove leggi contro o cattolici, ma chiaramente il parlamento si oppose al sovrano.
SCOPPIA LA GUERRA CIVILE
il successore di Giacomo, Carlo I fece peggiorare i rapporti con il parlamento tanto che nel 1642 li fece arrestare perchè contrari ai suoi voleri, scoppiò così una guerra civile guidata da Oliver Cromwell che sosteneva i parlamentari vincendo su Carlo I che fu condannato a morte nel 1649.
CROMWELL DETIENE IL POTERE IN INGHILTERRA
Nel 1649 fu proclamata la repubblica con a capo Cromwell. Nel 1654 fece l'atto di navigazione che proibiva alle navi straniere di attraccare come l'Olanda che non accettò creando così una guerra dove vinse l'Inghilterra. Cromwell si fece nominare Lord protettore a vita con poteri politici e militari ma alla sua morte il figlio non seppe governare e nel 1660 ci fu il ritorno alla monarchia.
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LA GLORIOSA RIVOLUZIONE TRASFORMA LA MONARCHIA INGLESE
Con la monarchia ripresero gli scontri con il parlamento, ci fu anche il fatto che Carlo II non aveva eredi e votarono per far salire al trono il fratello Giacomo. Giacomo essendo cattolico cercò di imporre la sua religione così da scontrarsi con Guglielmo d'Olanda che era protestante causando così la Gloriosa Rivoluzione con la sconfitta di Giacomo. Salì al trono Gugliemo III che accettò di dare potere anche al parlamento e nacque la prima monarchia parlamentare.
UN SECOLO DI CRISI
Nel seicento per i numerosi conflitti tra questi la guerra dei trent'anni ci fu un calo della popolazione e gravi carestie. Nel XVII secolo l'abbassamento delle temperature causarono danni all'agricoltura e peggiorarono le condizioni di vita e la diffusione di malattie la più pericolosa fu la peste tra il 1629 e il 1631 soprattutto in Germania e Italia con un milione di vittime.
NOBILTA' E CLERO SONO ANCORA I CETI PRIVILEGIATI
Nel seicento la nobiltà e il clero non pagavano le tasse e i loro membri erano giudicati da tribunali speciali. Accanto alla nobiltà di dì sangue c'era la nobiltà di toga composta da ricchi funzionari che avevano il titolo dal re.I borghesi e i contadini erano la maggioranza della popolazione.
SI DIFFONDE LA POVERTA' E SCOPPIANO LE RIVOLTE
Nel XVII secolo i contadini data la crescita della povertà scapparono nelle città che furono costrette data la scarsa istruzione e poca assistenza aprirono degli ospedali.
Aumentarono così le tasse e di conseguenza le rivolte come a Napoli sotto dominio spagnolo il popolo guidato da Masaniello fece una rivolta ma con scarsi risultati infati morì.
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LA GUERRA DEI TRENT'ANNI
IN BOEMIA HA INIZIO IL CONFLITTO
Nell'Impero tedesco ci furono contrasti tra cattolici e protestanti soprattutto in Boemia dove esisteva il calvinismo dove regnava Re Ferdinando d'Asburgo. Il re cattolico vietò la diffusione di nuove chiese protestanti creando malcontento nei nobili che nel 1618 gettarono a Praga due funzionari del sovrano scatenando così la guerra dei trent'anni. Ferdinando decise così di dare guerra ai Boemi protestanti con l'aiuto dei tedeschi cattolici e della Spagna. Nel 1620 li sconfissero e molti di loro furono condannati a morte.
LA GUERRA SI DIFFONDE IN TUTTA L'EUROPA
La guerra durò quasi tre decenni, parteciparono le maggiori potenze europee e diverse fedi religiose e fu l'ultima guerra religiosa ma poi divenne una guerra politica. In Italia settentrionale Mantova fu saccheggiata dove arrivò ben presto la peste. Francia e Spagna si affrontarono e ci fu la sconfitta della Spagna.
LA PACE DI VESTFALIA PONE FINE ALLA GUERRA
Nel 1648 i paesi coinvolti nella guerra firmarono la pace di Vestfalia per risolvere la questione politica e religiosa.
Per la religione fu ammesso il calvinismo e il protestantesimo e ogni principe poteva decidere la propria fede. Per quello politico ogni stato ottenne dei privilegi e riconoscimenti. La guerra però aveva avuto conseguenze economiche e sociali drammatiche con epidemie, saccheggi e violenze.
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L'ITALIA DEL SEICENTO
NEL SEICENTO IN ITALIA CAMBIA L'ECONOMIA
Tra il XV e il XVI l'economia italiana era ricca, ma tra la fine del '500 e inizio del '600 entrò in crisi per molti motivi: concorrenza dell'Inghilterra e dell'Olanda che producevano tessuti mono costosi, nuove rotte mercantili, la devastazione della guerra dei trent'anni e la peste che fece diminuire la popolazione e anche quella dei cereali così da incrementare altre colture come il baco da seta.
GLI SPAGNOLI GOVERNANO MILANO, NAPOLI E LE ISOLE
Nel 1559 la Spagna aveva il controllo di Milano, Napoli, Sicilia e Sardegna e molti altre città. La Lombardia era in posizione strategica per il commercio e non impose tributi molto alti mentre in Meridione c'erano tasse più alte per finanziare le guerre e la corte. Gli spagnoli erano alleati con i baroni che per il loro potere si approfittavano dei terreni dei contadini.
IL DUCATO DI SAVOIA SI RAFFORZA
Con la pace di Cateau-Cambresis Emanuele Filiberto di Savoia ottenne l'indipendenza del ducato occupato in precedenza dai francesi durante la guerra d'Italia riprendendo anche una ripresa economica.
IL DUCATO DI TOSCANA HA UN'ECONOMIA ARRETRATA
Nel 1530 fu costituito il Ducato di Firenze e nel 1569 divenne Granducato di Toscana per volere di Pio V.
L'agricoltura a causa del contratto di mezzadria era arretrata ma dopo la realizzazione di Livorno senza dazi doganali ci fu una conseguenza positiva per l'economia.