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LO SPOT PUBBLICITARIO: Le fasi organizzative (Fase esecutiva (Individuato…
LO SPOT PUBBLICITARIO:
Le fasi organizzative
La realizzazione dello spot pubblicitario è sicuramente un’operazione tanto affascinante quanto complessa.
Le diverse azioni che portano alla produzione
dello spot sono legate a due fasi distinte:
Fase progettuale:
Legata all’attività creativa dell’agenzia pubblicitaria;
Fase esecutiva:
Legata all’attività della casa di produzione.
Fase progettuale:
Le mansioni che portano all’ideazione dello spot sono legate alla creatività di art director e
copy writer coadiuvati dal producer.
Al gruppo creativo è affidata la parte ideativa:
a partire da questo breve testo viene sviluppata la sceneggiatura;
a questo punto l’art director, coadiuvato dai grafici, procede a visualizzare le scene previste dalla sceneggiatura realizzando lo storyboard;
lo storyboard è funzionale alla presentazione del progetto al cliente e anche necessario alla fase della produzione, una volta ottenuta l’approvazione.
il copy writer stende lo script, cioè in poche righe riassuntive elabora alcune idee di base;
Se fosse ritenuto necessario, per una migliore presentazione al cliente, si procede alla realizzazione di una simulazione in video dello spot.
Due sono le modalità di animazione:
L'ANIMATIC
:
consiste nella traduzione video dello storyboard attraverso la ripresa sequenziale dei frame disegnati, accompagnati dalla parte sonora, come se fosse un cartone animato;
IL RUBAMATIC:
consiste nel montaggio di diversi spezzoni di film doppiati con il sonoro dello spot. Questa tipologia di video richiede un’ampia cultura cinematografica, per raccogliere ed essere in grado di reperire tutto il materiale necessario.
Avuta l’approvazione del cliente, è necessario individuare la casa di produzione adatta alla realizzazione delle riprese.
Il producer si preoccupa di contattare le diverse case di produzione per richiedere i preventivi. Scelta la casa di produzione, si procede alla realizzazione.
Fase esecutiva
Individuato il regista, il cast, la location e
il gruppo composto dai fotografi, truccatori,
costumisti ecc., si riunisce il PPM (Pre Production Meeting).
A questa prima riunione partecipano i responsabili di progetto dell’agenzia, spesso l’account affiancato da almeno uno dei creativi, insieme ai responsabili della casa di produzione, il regista e il cliente.
Durante la riunione viene presentato il progetto esecutivo delle riprese: lo shooting board .
È il progetto di regia, la traduzione esecutiva dello storyboard.
È molto simile a quest’ultimo e viene realizzato dalla regia: si può presentare come un ottimo acquerello o come un affrettato schizzo a matita, talvolta senza il sonoro.
Definite tutte le componenti di ripresa e ottenuto ancora una volta l’ok del cliente, il regista procede allo shooting , alla realizzazione delle riprese nella location , ovvero il luogo stabilito.
Le riprese possono essere realizzate su pellicola o su supporto magnetico.
La pellicola è più costosa, ma garantisce un’ottima qualità delle immagini nelle proiezioni cinematografiche.
Il nastro magnetico è meno costoso, è idoneo alla trasmissione televisiva, ma se tradotto su nastro per la proiezione cinematografica comporta una grave perdita di qualità delle immagini.
Dopo le riprese si procede al montaggio delle riprese migliori e quindi al doppiaggio , con la registrazione di tutta la parte sonora prevista. Quindi si ottiene il masterprint, l’originale da cui verranno realizzate le copie necessarie per la trasmissione sui diversi veicoli.