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Clinica della formazione: appunti 3 (Ferenczi (Ben volere --> volere il…
Clinica della formazione: appunti 3
lezione con Jole Orsenigo
Educazione come forma di potere --> no per schiacciare l’altro
L’importanza del gruppo nella clinica --> la clinica si fa in gruppo.
Clinica della formazione --> indica le cose che parlano di educazione
Nel gruppo c’è la possibilità che l’educazione perda il suo statuto normativo --> gruppo anche conflittuale (non solo bon ton) consente al gruppo di integrare il nostro negativo (in gruppo guardiamo la nostra parte sporca --> non consente fughe)
Clinico: chinarsi (che si fa presso il letto del malato)
Il gruppo non ti lascia in piedi la maschera: presa di contatto con l’inconscio --> gruppo pensa insieme di quello che è successo
Clinica della formazione come metodologia di ricerca, incontro mancato tra psicanalisi e pedagogia
Gruppo --> mente collettiva (ti fa andare in profondità e quando esci ti senti maturato grandemente)
Clinica della formazione lente che ci fa vedere la psicanalisi (contenitore per capirla)
Solo colui che tradisce può riscrivere l’opera e portare qualcosa di nuovo
Il corpo è il punto 0 dell’educazione (massa)
Ferenczi
Ben volere
--> volere il bene del bambino (il voler bene lo dicono anche i genitori abusanti)
Madre espelle un problema non consapevole che diventa eredità del figlio, il quale deve farsi carico del problema della madre
Per diventare adulti educatori --> riconnettersi con il bambino che siamo stati
Se non c’è la triangolazione mamma, sé bambina e bambino --> opacità dello specchio materno (la madre vede solo quello che vuole vedere)
Trauma è un prodotto ambientale nasce dalle prime relazioni attraverso il dialogo degli inconsci (psicanalisi come seconda educazione, se educazione primaria sbagliata).
Genitore che vede il figlio come altro da sé fin da piccolo, fa sì che più avanti avvenga una differenziazione
Relazione della madre con la bambina che è stata, che determina la sua relazione con il bambino
Trauma
: non avviene mai una volta sola, ma
cumulativo
(continua a ripetere il trauma --> bambino esposto più volte al trauma)
Teoria del trauma: dialogo degli inconsci --> Ferenczi riflette su 2 aspetti: dialogo degli inconsci fa pensare che esiste un
inconscio relazionale
--> la comunicazione tra madre e bambino avvenga anche con una
sintonizzazione invisibile e profonda
scoperta dialogo inconsci: Ferenczi scopre che quella voce è un
sintomo di compromesso
(qualcosa che non è tutto riconducibile alla storia del ragazzo, ma sintomo di un problema di legame --> in questo caso con la madre)
Adattamento della famiglia al bambino
dal presupposto per cui i genitori sono in grado di costruire un’ambiente accogliente solo se non hanno perso il contatto con il bambino che sono stati
Il dialogo degli inconsci è la via regia del trauma (come trasporto)
Pedagogia prima del ‘900 --> adattamento del bambino alla famiglia (bambino cerca di entrare in una famiglia e adottarne le norme)
Ferenczi scopre che esiste un
dialogo degli inconsci
: forma arcaica in un legame significativo nel quale il la parte debole si carica del problema del più forte (legame con madre attraverso il sintomo)
Occuparsi di casi talmente gravi che secondo Freud erano intrattabili