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Pedagogia sociale: pedagogia della contemporaneità 1 (implicazioni…
Pedagogia sociale: pedagogia della contemporaneità 1
fare e pensare educazione e pedagogia nella contemporaneità
fenomeni all'origine della crisi dell'educazione e della pedagogia sono: 1. l'esaurimento di un quadro filosofico/politico solido e condiviso (dove collocare azioni pedagogiche) 2. ridimensionamento della convinzione esclusiva della pedagogia rispetto all'educazione (educazione informale) 3. difficolta delineare idea generale di persona da formare (con caratteristiche durature nel tempo)
l'educare ha ormai una irreversibile doppia anima: trasmettere ai nuovi individui costumi e ideali della loro società e sviluppare la loro personalità in modo da renderli atti al pensiero e all'azione indipendenti (trasformare la realtà che li circonda)
crisi riguarda più la pedagogia che l'educazione: la prima ridimensionamento della sua egemonia, la seconda mai stata florida come negli ultimi tempi (educazione: stagione di successi con diffusione di apprendimenti --> educazione no in crisi e mai lo sarà perché sempre esperienze relazionali che producono apprendimento, questo se non viene solo connessa ad alcuni valori, didattiche..)
crisi pedagogia dovuta ai compiti epocali attruibuitile (in crisi la capacità di formare la persona)
pedagogia deve essere difesa: rischia di essere schiacciata tra prevalere dei saperi forti, riduttivisti e la rinuncia di attorno all'idea e alla pratica della formazione umana alla loro umanità
ambito pedagogia no confini precisi (delimitato da molte condizioni variabili) --> esiste un'area di essa immediatamente coinvolta a cambiamenti che avvengono nel mondo: pedagogia sociale
la pedagogia si afferma come attore sociale sempre più decisivo, che riesce a gestire le trasformazioni del presente e di dar vita ad una democrazia progressiva (realizzazione società autenticamente democratica --> partecipazione attiva e apertura al futuro: teorizzata da Dewey)
occuparsi di educazione oggi = porsi domande in ricerca di risposte rielaborando regola delle 5 W: 1. chi è chi e chi educa chi 2. perché educare 3. a che cosa educare 4. quando e dove educare 5. come educare
rischi di pedagogia nella contemporaneità --> essere ridotta a tecnicismo ed essere allontanata da i suoi fini (formazione essere umano ad essere tale)
in questi anni pedagogia da identità filosofica a scientifica (anche elementi che costituiscono il fatto educativo) --> pedagogia del 30ennio glorioso e successiva piena di contraddizioni che hanno impedito/favorito il riconoscimento il suo ruolo essenziale in fatti di educazione
nel 30ennio d'oro si sono avviati o conclusi una sarie di processi economici, sociali, culturali, educativi che hanno trasformato l'esistenza delle persone nei territori (defascistizzazione di alcuni ambiti e conservazione o restaurazione di altri)
nel corso del '900 educazione e pedagogia sono state, seppur con fatica, riconosciute come componimenti essenziali della formazione di tutti (riconoscimento in art.26 dichiarazione universale diritti uomo e varie costituzioni paesi)
implicazioni pedagogiche della crisi
parte dei movimenti che caratterizzano la contemporaneità si trasformano in aree di problematica pedagogica, in particolare: crisi del welfare state, comparsa di nuove fragilità, comparsa di nuove forme di malessere sociale
il welfare state no inteso solo come logica o atto, ma riguarda anche le politiche, prassi e concezioni educative (no solo riparare e prevenire storie e condizioni di svantaggio attraverso interventi materiali e azioni tese a fornire saperi)
post-moderno periodo apparentemente o realmente successivo alla modernità
crisi welfare nuovo tipo: no solo economica (si uscirebbe da essa soltanto smantellando il welfare o sostituendolo) --> riflettere attorno a stato dell'educazione e pedagogia non tenendo conto del welfare renderebbe vana qualsiasi analisi pedagogica che non voglia rimanere astratta
Welfare State: processi decisionali, azioni e contesti istituzionali attraverso cui si sviluppano le politiche sociali orientate a creare situazioni di sicurezza, ridurre disuguaglianze, offrire servizi educativi, sanitari...
la risi accentua del WS accentua il ridimensionamento del concetto di bene comune (vuoto riempito da soluzioni individuali o microcollettive o vuoto che lascia spazio ad aspirazione bene comune universalistico --> sostituendo bene comune pubblico e fisico nei suoi atti)
ridimensionamento WS --> attori diversi che rivendicano presenza e libertà di movimento all'interno del sistema di offerte (non sempre giustificata da loro motivazioni sociali e abilità, flessibilità e velocità nel rispondere ai bisogni delle persone --> necessità di saper proporre e gestire i propri interessi imprenditoriali)
educazione alla cittadinanza prospettata e praticata sia in ambiti di formazione formale che in luoghi non intenzionali (WS realmente esistente ed operante educare le persone a percezione di loro stesse e al modo di essere cittadini --> organizzazione complessiva di essa no dato tecnico, ma educativo)
le istituzioni di W, con quelle scolastiche tra i più potenti motori della standardizzazione dei ritmi e delle fasi dei corsi della vita --> punto fermo analisi contemporaneità: storie di vita si costituiscano attraverso intreccio di itinerari professionali, famigliari, relazionali, culturali...sempre più discontinui e imprevedibili (contemporaneità come autodirezione del soggetto)
cambiamento concetto riguardante individui quanto gruppi e collettività che deve essere sottoposto a disincantata analisi
emancipazione apparente soggetti da storie collettive: riformulazione del rapporto tra io e noi (accanto a consolidamento individualizzazione, forme di collettivizzazione private --> continua riformulazione rapporto io-noi)
società: da una parte persone felici (attività educative normali) dall'altra persone infelici (con forte problematicità) --> terra di mezzo no sufficientemente felici, ma nemmeno infelici: veri invisibili (zona grigia che ha bisogno di riconoscimento) cause zona grigia: ricaduta del difficile rapporto tra globale e locale, effetti contraddittori processi migratori, precarietà professionale, insicurezza diffusa...
disuguaglianza va oltre a dimensione economica e si alimenta con tensioni legate a razza, politiche contro il diverso.. no affrontabile con aggiustamento politiche di redistribuzione reddito --> ma rimanda a valori primari di qualsiasi società (disuguaglianza vale anche per i territori come luogo di incontro tra globale e locale)
al malessere silente della zona grigia corrisponde il malessere aggressivo e disorganizzato (forma di violenza collettiva e individuale) Metropoli sempre associate a violenza diffusa (mai esistita metropoli senza violenza perché violento processo di urbanizzazione)
mai esistita scuola senza violenza --> novità: violenza trova un pubblico di massa grazie a circolazione in rete (interesse pedagogico dovrebbe fornire strumenti eccellenti per contrastarlo) --> violenza collettiva produzione diretta ed immediata del disagio sociale, però: non sempre disagio genera violenza, alcune violenza no legate a disagio sociale, disagio sociale produce anche assenza di violenza