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La guerra d'Algeria - Coggle Diagram
La guerra d'Algeria
L'Algeria tra gli anni venti e quaranta conobbe un nazionalismo desideroso di colloquiare con i francesi, tutto ciò fu rifiutato da quest'ultimi poiché non consideravano gli algerini degni e allo stesso livello.
Nel 1936, la legge Blum-Viollette (proposta dal governo socialista Fronte Popolare) che prevedeva la concessione della cittadinanza francese ad algerini come militari, laureati ecc. questo trovò l'opposizione dei coloni.
I fallimenti del nazionalismo evoluto portarono progressivamente a un ritorno dell'islamismo ed a una radicazione dell'opposizione politica.
Tra i movimenti indipendentisti più importatati ci fu quello di Ferhat Abbas (esponente di spicco dei giovani algerini), inizialmente pensava che la nazione algerina non era mai esistita.
Successivamente si rese conto che tutto ciò era irrealizzabile e negli anni 40 fondo Amici del manifesto della libertà per una Algeria federata alla Francia ma indipendente.
Al contrario, Massali Hajj fu il principale esponente dell'Etoile nord-africaine. Nato in Francia tra gli operai algerini nel 1926 e poi radicatosi nel territorio. Questo movimento spingeva su posizioni marxiste e filo-islamiche.
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Ben Bella era figlio di un contadino e un piccolo imprenditore di Maghnia, nel dipartimento di Oran . Lì ha completato con successo i suoi primi studi presso la scuola francese e ha continuato i suoi studi nella vicina città di Tlemcen
dove è venuto a conoscenza della discriminazione razziale e si è anche mescolato con le frange del movimento nazionalista.
Fu arruolato nell'esercito francese nel 1937, prestò servizio nella seconda guerra mondiale e ricevette la Croix de Guerre (1940) e la Médaille Militaire (1944).
In Italia fu decorato per il coraggio dimostrato nella battaglia di Montecassino , durante la quale trascinò in salvo un ufficiale ferito, assumendo il controllo del suo battaglione.
. Le conseguenze della rivolta di Setif hanno scioccato Ben Bella ei suoi compagni algerini, poiché si sono resi conto che la Francia non avrebbe riconosciuto la loro pretesa di parità di trattamento nonostante il loro servizio in tempo di guerra.
La guerra aveva intensificato la repressione coloniale degli algerini, provocando un contraccolpo che, secondo i rapporti ufficiali, ha portato alla morte di oltre 100 europei e circa 1.500 algerini.
Dopo gli eventi di Setif, Ben Bella è tornato in Algeria, diventando politicamente attivo nel movimento di opposizione contro il regime francese. Le autorità francesi hanno inviato aggressori con l'intenzione di assassinarlo nella sua fattoria.
Insieme a Messali Hadj e al suo partito, ha fondato l' Organizzazione Spéciale(OS), un'organizzazione paramilitare il cui scopo strategico era prendere le armi contro il regime coloniale francese il più rapidamente possibile.
Nel 1949, Ben Bella rapinò una banca a Orán per ottenere fondi per l'organizzazione, ma alla fine fu catturato nel 1951 e condannato a otto anni di reclusione nella prigione di Blida . Fuggì poco dopo, dirigendosi in Tunisia e poi in Egitto , raggiungendo il Cairo nel 1952.
INDIPENDENZA
Il 1° novembre 1954 venne proclamata l'indipendenza dal FLN, all'inizio ebbe un carattere elitario e circoscritto, solo nel 1956 la lotta popolare divenne di massa per rispondere alla brutalità della repressione francese che colpì tutti senza discriminazione.
Nasce la Main Rouge, organizzazione paramilitare e terroristica dei coloni francesi
ll premier Pierre Mendès-France nominò governatore generale di Algeria Jacques Soustelle
nel gennaio 1955. Inizialmente vista con sospetto dalla comunità francese algerina
Soustelle venne presto considerata come il loro principale portavoce, favorendo l'integrazione economica e politica dell'Algeria con la Francia.
Un uomo "aperto alle idee di progresso e fermamente determinato a mantenere l'unità e l'indivisibilità della Repubblica, di cui l'Algeria fa parte"
Nonostante questo riuscì a raccogliere la feroce ostilità sia da parte dei pieds noirs che dell’FLN.
FLN compì serie atrocità, come il massacro di Philippeville, in cui colpì 123 civili, andando ben oltre gli obiettivi militari o governativi. All'efferato eccidio seguì una repressione altrettanto brutale, di 1.273 guerriglieri (secondo stime francesi), 12.000 (secondo il FLN).
Soustelle proclamò misure più dure e la guerra si fece totale. Nel Febbraio 1956, Soustelle è costretto a fuggire da Algeri nascosto nel baule di un’automobile
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Colpo di Stato in Francia: 13 maggio 1958, Le ricorrenti crisi di governo hanno portato all'instabilità della repubblica e hanno accresciuto i timori dell'esercito francese e dei Pieds-noirs (algerini europei) che la sicurezza dell'Algeria
francese minata.
L'esercito apparve irritato per quello che ritenevano essere un sostegno poco adeguato agli sforzi nella guerra in Algeria. Il risultato è stato il ritorno di Charles de Gaulle.
Approfittando di un'interminabile crisi di governo il 13 maggio i vertici delle forze armate ad Algeri: Salan (esercito), Auboyneau (marina) e Jouhaud (aviazione), alleati ai coloni, presero il potere ad Algeri.
ll 1º giugno, di fronte al rischio di un colpo di Stato a Parigi, il presidente della repubblica René Coty delegò i poteri al generale Charles de Gaulle che formò un governo di salute pubblica e annunciò una nuova costituzione, che verrà approvata con referendum popolare il 28 settembre.
Appena ricevuti i poteri dal Parlamento, il 4 giugno, de Gaulle aveva pronunciato un discorso ad Algeri, con l'affermazione Je vous ai compris e due giorni dopo a Mostaganem aveva gridato Vive l'Algérie française!.
Difatti, la nuova carta costituzionale del ‘58 conteneva già un’importante concessione: l’Algeria sarebbe stata non più parte integrante, bensì territorio associato alla Francia.
Il nuovo leader francese era consapevole che era praticamente impossibile continuare a gestire un impero coloniale come aveva fatto in precedenza, era necessario concedere l'indipendenza, accrescere il peso politico ed economico in questi paesi.
Propose riforme economiche, sociali e politiche per migliorare la situazione degli arabi algerini, anche se lo stesso de Gaulle avrebbe in seguito ammesso che all'epoca nutriva al contrario un forte pessimismo sull'esito della situazione algerina.
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De Gaulle aveva voltato le spalle ai coloni francesi e l'esercito, che aveva perso prestigio in seguito al putsch, avrebbe mantenuto un profilo politico basso per tutto il resto del conflitto. I negoziati col Fronte di Liberazione Nazionale vennero riaperti nella città francese di Évian-les-Bains nel maggio 1961
Le violenze si moltiplicarono nel febbraio del 1962 e poi al momento della firma degli accordi per il cessate il fuoco (18 marzo 1962): il 13 marzo l'OAS cercò di organizzare l'insurrezione dei coloni francesi dal quartiere europeo di Bab El-Mandeb, e la repressione costò più di 20 morti. Altri morti vi furono il 26 marzo, in una manifestazione di sostegno alla protesta dei Pieds-noirs.
Gli accordi di Évian garantirono ai coloni uguale protezione legale rispetto agli altri algerini per un periodo di tre anni. Questi diritti includevano il rispetto della proprietà, la partecipazione alla vita pubblica e un largo elenco di diritti civili e culturali.
Alla fine di tale periodo tutti i residenti in Algeria sarebbero però stati obbligati a diventare cittadini algerini o ad essere classificati come stranieri, con la conseguente decadenza dai diritti. Gli elettori francesi approvarono gli accordi di Évian con una maggioranza del 91% in un referendum tenuto nel giugno 1962.
Intanto a partire dal marzo 1962, più di 350.000 coloni francesi abbandonarono l'Algeria. Di fronte alla scelta tra rimanere in Algeria come cittadini algerini o intraprendere la via dell'esodo, nel giro di un anno 1.400.000 rifugiati, ossia la stragrande maggioranza dei pieds-noirs, nonché l'intera comunità ebraica e alcuni musulmani filofrancesi, gli "harkis"
Il 1º luglio del 1962 circa 6 milioni di elettori algerini, su un totale di 6,5 milioni, andarono alle urne per il referendum sull'indipendenza. Il voto fu quasi unanime e de Gaulle proclamò l'Algeria indipendente il 3 luglio.