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CAPITOLO 3 - SCRITTURA IDEOGRAFICA - Coggle Diagram
CAPITOLO 3 - SCRITTURA IDEOGRAFICA
Tutte scritture definite come “ideografiche”, pur servendosi ordinariamente di segni ideografici, sono parimenti fornite di un repertorio di segni fonetici e di determinativi
La caratteristica essenziale dei determinativi è quella di funzionare come ausilio grafico per il superamento di possibili ambiguità; dunque, i determinativi hanno un valore esclusivamente visivo e non vanno letti.
In geroglifico egiziano il determinativo seguiva i segni cui si riferiva, mentre nella scrittura cuneiforme, di solito, li precedeva; la ratio che sta alla base dell’espediente scrittorio è comunque la stessa.
Tutte le scritture ideografiche hanno questi elementi perciò si comprende come le scritture ideografiche inventate ex novo abbiano seguito linee evolutive valide universalmente.
i fonogrammi possono essere impiegati sia per trascrivere un’intera parola o nome proprio (accompagnati o meno da determinativo), sia come “complementi fonetici”.
La scrittura ideografica maya possiede un repertorio grafematico di tipo sillabico, come “supporto” di una scrittura ideografica è nella natura stessa della “sillaba”, quale minima combinazione di suoni funzionante come unità pronunciabile: l’unità minima “intuitiva” dell’enunciato.
Esistono tre tipi di soluzione:
La trascrizione incompleta, omissiva cioè delle consonanti-coda o di parte di gruppi consonantici
L’uso di vocali quiescenti
L’uso di appositi segni consonantici.
Queste strategie possono essere anche usate in combinazione tra di loro:
Il primo espediente può servire a trascrivere una lingua in modo efficace solo se le sue parole sono composte in grandissima prevalenza o in modo esclusivo da sillabe aperte
Si aggiunge una lettera finale alla sillaba, ma non si pronuncia
La terza strategia, ossia l’uso di consonanti apposite, accanto a sillabogrammi, è abbastanza eccezionale e denuncia contaminazione con sistemi alfabetici
Yuri Knorozov
Il suo lavoro di studio sui geroglifici Maya rimase marginalizzato e schiacciato per via del peso di Eric Thompson, che ne scredita la validità.
Tratti essenziali del ragionamento di Knorozov:
Il sistema dei glifi maya si presenta come una forma di scrittura adatta alla trascrizione di qualunque enunciato;
Tutti i dati storici, antropologici e culturali indicavano senza equivoci che la lingua soggiacente doveva essere una varietà antica delle lingue o dialetti maya ancora oggi parlate da milioni di persone;
Il numero dei glifi, alla cui classificazione e catalogazione Thompson fornì contributi notevolissimi, escludeva assolutamente un tipo di scrittura fonetica
Tutte le scritture ideografiche sono in realtà composte, oltre che da logogrammi, anche da fonogrammi.
SCRITTURA IDEOGRAFICA CINESE
Tang Lan, nel suo libro Teoria della scrittura cinese li distingue in tre categorie:
Pittogrammi,
Ideogrammi,
Ideo-fonogrammi
Pur sospettando la possibilità di una copia d’idea non pare esserci dubbio, dalla forma dei segni più antichi, che si tratti in ogni caso di una creazione ex novo
Ogni carattere cinese corrisponde foneticamente a una sola sillaba e era prevalentemente monosillabico, la corrispondenza tra logogramma e parola monosillabica fu un risultato naturale.
Oltre ai segni semplici, derivanti da una semplificazione dei più antichi logogrammi iconici esistono segni complessi o composti, risultanti dalla combinazione di più elementi, ossia di più segni semplici. Questi caratteri combinano più elementi nello spazio di un solo segno, il quale conserva comunque inalterata la caratteristica della pronuncia monosillabica
La prima categoria consiste praticamente in una composizione di più logogrammi
I segni composti della seconda categoria comprendono invece una parte logografica, che funge pressoché sempre da determinativo, e una parte fonetica, ossia un vero e proprio fonogramma
La scrittura cuneiforme accadica e la scrittura giapponese risultano un adattamento a lingue con un lessico prevalentemente polisillabico e un notevole flusso di prestiti lessicali, con uno straordinario arricchimento del vocabolario e delle capacità espressive
Si verifica una forte tendenza allo sviluppo di un ampio sistema di fonogrammi, che nei testi diventano in genere preponderanti rispetto ai logogrammi, i quali ultimi, tuttavia, non scompaiono del tutto.
In entrambe le forme di scrittura adattate si rileva un uso larghissimo dei complementi fonetici.
Sviluppo di una “doppia lettura” dei logogrammi, una derivante dalla pronuncia nella lingua originaria, l’altra derivante dalla pronuncia nella lingua di adattamento e alcuni caratteri alcuni caratteri hanno più di una pronuncia
Nascono così SILLABOGRAMMI COMPLESSI per l'ACCADICO
Nascono così SILLABOGRAMMI SEMPLICI per il GIAPPONESE
Hiragana:di stile corsivo e di uso abituale
Katakana: di tracciato più rigido e geometrico, impiegato di solito nei testi scientifici, per la trascrizione di termini onomatopeici e di parole straniere o di origine straniera
Inoltre, questa tendenza al superamento dell’uso dei logogrammi, si manifesta anche nel tipo di scrittura interlineare nota come FURIGANA e consistente nel riportare, accanto ai logogrammi, la loro trascrizione in fonogrammi