MONISMO ANOMALO di DAVIDSON

forma di fisicalismo-> fa parte della teoria dell'identità delle occorrenze

monismo materialistico-> esiste un solo tipo di entità
anomalo-> nel descrivere eventi mentali (eventi descritti con vocabolario mentalistico) non si fa riferimento a leggi

punto di partenza: il trilemma, apparente impossibilità di tenere insieme 3 principi generali, che insieme generano contraddizione sebbene legittimi singolarmente:

principio di interazione causale-> alcuni eventi mentali interagiscono causalmente come venti fisici (desiderio e azione)

principio del carattere nomologico della causalità-> gli eventi in relazioni causali ricadono sotto leggi deterministiche

principio dell'anomalismo del mentale-> gli eventi mentali hanno carattere olistico e non ricadono perciò sotto leggi deterministiche

il monismo anomalo (id occorrenze) si pone come unica soluzione del trilemma

a livello di occorrenza, evento mentale=evento fisico, quindi entra in interazione causale con altri eventi fisici

le leggi sono formulate in termini di tipi

quindi la descrizione di un evento in quanto mentale, lo sottrae alle leggi fisiche, non esistono leggi deterministiche del mentale

perciò dato che appartengono a piani epistemologici diversi, l'identità tra fisico e mentale può essere solo a livello di occorrenze

altre posizioni in filosofia della mente:

monismo nomologico-> identità di tipi, esistono leggi di correlazione
dualismo nomologico-> leggi di correlazione, ma no identità
dualismo anomalo-> no identità e no leggi
monismo anomalo-> no leggi di correlazione tra fisico e mentale, che appartengono a livello di occorrenze alla stessa specie

ma a livello dei tipi in che rapporto sono mentale e fisico se non deterministico?

sopravvenienza-> concetto più debole dell'identità, ma più forte del parallelismo, implica:
covarianza-> non può esserci la stessa situazione a livello fisico e una diversa nel mentale
non riducibilità-> non si può descrivere il mentale in termini puramente fisici

SOPRAVVENIENZA di KIM

"la sopravvenienza come concetto filosofico" articolo tecnico che analizza la nozione, partendo dalla storia del concetto per giungere all'aggiunta di un terzo elemento alla definizione

covarianza-> le proprietà sopravvenienti covariano con quelle subvenienti(fisiche), quindi se gli stati fisici sono uguali, lo sono anche quelli mentali, se gli stati mentali sono diversi, sono diversi anche quelli fisici

dipendenza-> le proprietà sopravvenienti dipendono dalle subveninenti-> mentale dipende dal fisico in relazione asimmetrica

non riducibilità-> mentale non riducibile al fisico

data l'esistenza di mondi possibili, proveniente dalla logica modale, è possibile intendere la sopravvenienza in base al carattere modale della covarianza:

covarianza debole-> c'è di fatto, contingentemente, ma si ammettono mondi possibili in cui non è vero, quindi sopravvenienza debole

covarianza forte-> c'è necessariamente, in tutti i mondi possibili, sopravvenienza forte

alcuni tra cui Davidson, hanno sperato che la sopravvenienza potesse costituire una relazione tra mentale e fisico né troppo forte, né troppo debole, con la speranza di poter spiegare la dipendenza e la non riducibilità a partire dalla covarianza,
ma Kim è scettico e dal suo articolo emerge che:
-la covarianza si può intendere in modi diversi
-la dipendenza in quanto relazione asimmetrica non si può derivare dalla covarianza, che è simmetrica
-dalla covarianza sembra derivare la riducibilità e non la non riducibilità