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Lo sviluppo morale (Lo sviluppo delle nozioni morali secondo Piaget p.290…
Lo sviluppo morale
Lo sviluppo delle nozioni morali secondo Piaget p.290 §10.1
Sono più importanti le intenzioni o i risultati (
distinzione intenzioni-conseguenze
)?
Al di sotto dei 6-7 anni i bambini giudicano colpevoli (
cattivi
) le persone che provocano il maggior danno, indipendentemente dal grado di intenzionalità con cui hanno compiuto l'azione
Pertanto i bambini considerano solamente la
responsabilità oggettiva
, ovvero relativa esclusivamente agli effetti dell'azione compiuta
Meglio una piccola bugia che un grande errore (
distinzione bugia-errore
)?
Al di sotto dei 6-7 anni i bambini tendono a dare
maggiore importanza ai risultati
delle bugie o alla loro
grado di corrispondenza con la realtà
Giustizia e sanzioni
Giustizia
retributiva
Ritenere un comportamento non corretto, valutare se è meritevole di punizione e scegliere la punizione più adatta.
In sintesi ci si pone il problema della
proporzionalità fra l'atto compiuto e la punizione
.
La punizione può essere di due tipi:
Sanzioni espiatorie
Non hanno legame
con l’atto compiuto (es. hai sporcato la tua camera, non guardi la televisione)
Sono
preferite
dai bambini al di sotto dei 6-7 anni
Sanzioni per reciprocità
Sono collegate
all’atto commesso (es. hai sporcato la camera e ora la pulisci)
Sono
preferite
dai bambini più grandi
I bambini al di sotto dei 7-8 anni
padroneggiano molto più la logica della g. retributiva
rispetto a quella della g. distributiva.
Giustizia
distributiva
Come
distribuire in modo giusto un onere o una cosa piacevole
fra un insieme di persone
Secondo Piaget ciò è dovuto al fatto che il bambino più piccolo è ancora
centrato sul rapporto con l'adulto
e non sul gruppo dei pari.
La ricerca di Damon sulla
giustizia distributiva positiva
p.302 §10.3
La distribuzione dei beni può avvenire secondo
tre criteri
Merito
Benevolenza
(si tiene in considerazione la specificità della condizione di partenza dei singoli)
Eguaglianza
Ha delineato quattro
livelli di ragionamento
4 anni - la d. è strettamente legata ai
desideri personali
5 anni - compaiono
criteri esterni
(ai desideri personali), anche se molto concreti (es.: altezza, colore dei capelli)
6-7 anni - cominciano a basare il proprio giudizio sul criterio dell'
eguaglianza
8-9 anni - iniziano a tenere conto delle
diverse posizioni di partenza
dei singoli (
benevolenza
)
Morale eteronoma e morale autonoma
(dalla costrizione alla cooperazione)
Eteronoma
- La prima è contraddistinta dal fatto che le regole morali infantili sono dovute a un
processo di acculturazione acritica, di assimilazione di regole
che l'adulto ha imposto e il bambino cerca di seguire.
Questa morale è
centrata sull'adulto
e basata su un rapporto autoritario
Questa morale è frutto della
costrizione
da parte dell'adulto che obbliga il bambino tramite la paura della
sanzione
.
Questa morale è detta
del dovere
.
Questo viene detto
periodo del realismo morale
.
Il bambino
considera maggiormente gli esiti
delle azioni rispetto alle intenzioni
Autonoma
- La seconda è contraddistinta dalla
comprensione e accettazione critica
delle regole morali
Questa morale è frutto della
cooperazione
del fanciullo con i pari o con gli adulti
Questa morale è detta
del bene
in quanto fonda le sue radici teoriche sul raggiungimento del bene da parte dell'individuo e degli altri
Questa morale non è più centrata sull'adulto ma sul
consenso reciproco
tra l'individuo e gli altri
Il bambino
considera le intenzioni
Questo viene detto
periodo del relativismo morale
.
Giustizia immanente
Tendenza del fanciullo a pensare che quando l'adulto non interviene a punire, lo può fare, in qualche modo, la natura stessa, per mezzo di sanzioni automatiche.
Il bambino ha questa credenza perché per lui la natura non è regolata solo da leggi meccaniche, ma anche da leggi morali.
Lo sviluppo delle nozioni morali secondo Kohlberg p.298 §10.2
La
Teoria del Dominio
- Turiel 1983 p. §10.4
Evidenze sperimentali hanno dimostrato l'inaccuratezza del modello di Kohlberg. Egli attribuiva implicitamente al concetto di sviluppo morale aspetti della conoscenza sociale
Turiel effettua una revisione alla teoria di Kohlberg: opera una
distinzione tra
lo sviluppo nel bambino del
concetto di moralità
vera e propria e quello di
convenzione sociale
I comportamenti che riguardano le
convenzioni sociali
hanno conseguenze interpersonali non intrinseche alle azioni stesse.
I
criteri per parlare di convenzione
includono:
La
relatività contestuale
L’
alterabilità
La
contingenza delle regole e dell’autorità
Le azioni che ricadono all’interno del
dominio morale
hanno conseguenze intrinseche (il danno che è procurato- es. se ti dò un pugno) sul benessere di un’altra persona.
I
criteri per parlare di moralità
comprendono:
L'
obbligatorietà
dell’adesione alla norma morale
L’
indipendenza
del giudizio morale dalle regole e dalle eventuali sanzioni da parte di un’autorità (
sarebbe stato sbagliato anche se la mamma non ti avesse visto?
)
La
generalizzabilità
della regola morale a contesti diversi
Fin dalle prime fasi
dello sviluppo (già dai 3 anni) l’esperienza morale e quella convenzionale (che dipende da regole arbitrarie, mutevoli e dipendenti dal contesto)
sono distinte
e che i due domini si definiscono fin dall’inizio in modo separato
Basandosi sul
modo di ragionare
sulle questioni morali, invece che sul contenuto dei giudizi, Kohlberg ha individuato
tre livelli di sviluppo morale
che si sviluppano dall’infanzia all’età adulta:
Livello preconvenzionale
- dai 4 ai 10 anni - interpreta i giudizi in termini di
conseguenze materiali
o nei termini della
forza di chi enuncia
le regole e le definizioni di buono o cattivo
Stadio 1: tiene conto soprattutto del premio-punizione; le conseguenze determinano la bontà o no di una azione
Stadio 2: orientamento individualistico e strumentale, utilitaristico
Livello convenzionale
- il rispetto delle norme imposte dal contesto sociale è ritenuto oggettivamente valido
Stadio 3: aderenza allo stereotipo
del bravo ragazzo
; tiene in considerazione le intenzioni
Stadio 4: un comportamento è corretto quando è orientato al mantenimento dell’ordine sociale
Livello postconvenzionale
- focalizzazione su
principi etici astratti
, indipendenti dalle autorità, ecc.
Stadio 5: orientamento del contratto sociale (valutazione critica delle regole morali sociali, cognizione della carattere modificabile delle norme)
Stadio 6: orientamento della coscienza individuale e dei principi universali
Stili educativi e sviluppo morale p.313 §10.7
Gli stili educativi di tipo
coercitivo
(mia invenzione)
Lo stile educativo fondato sulla
sottrazione dell'affetto
Punizioni - non accettare il dialogo, esprimere sentimenti di rifiuto, isolarlo, dirgli esplicitamente frasi tipo
se fai così non ti voglio più bene
(negazione dell'allineamento sensazionale tra bimbo e genitore)
Effetti negativi -
inibizione dei sentimenti
,
Si differenzia dallo stile fisico per il fatto che sono
maggiori
sia l'
interiorizzazione delle norme
sia il
senso di colpa
Lo stile educativo basato sul
potere fisico
Effetti negativi - è particolarmente
sfavorita l'interiorizzazione delle norme morali
Punizioni di tipo espiatorio
- privilegia la violenza fisica, la privazione di oggetti o possibilità, la minaccia di fare queste cose
Si basano sulla
privazione o oppressione
delle capacità del bambino
Gli stili educativi di
tipo induttivo
, basati su:
L'
empatia
Predilige la
considerazione degli effetti del proprio comportamento
sulle altre persone attraverso un
decentramento
nel bambino tale da fargli capire, o meglio,
rivivere
la situazione in cui può trovarsi l'altro
Il
ragionamento
Il genitore
privilegia il dialogo
con il bambino e cerca di
fornire la motivazione
delle proprie azioni
Punizioni -
sanzioni per reciprocità
Caratterizzate dalla tentativo di utilizzare la qualità della sanzione per far capire meglio al bambino la situazione e gli effetti del suo comportamento
Si basano
sull'utilizzo o l'esaltazione
delle capacità del bambino
Hanno effetti positivi rispetto ai metodi coercitivi
Tali effetti positivi non si riscontrano in bambini di età inferiore ai 4-5 anni e hanno la massima efficacia in bambini dai 5-6 anni fino agli 8-9 (in concomitanza con il passaggio alla moralità cooperativo-autonoma)
La teoria socio-cognitiva di Bandura p.306 §10.5
Secondo l'autore
i modelli stadiali non sono adatti
a spiegare il comportamento morale dell'individuo, in quanto il
contenuto
degli stadi evolutivi riguarda più le ragioni date per le azioni compiute che non quali azioni si dovrebbero compiere
Bandura (1986) distingue tra il
pensiero morale
e l’
azione morale
:
All’inizio è l’adulto che regola attraverso premi, rinforzi sociali, regole e punizioni
Poi inizia a spiegare le motivazioni e il bambino inizia a
sviluppare un pensiero morale
basato su:
Preoccupazione per le conseguenze che una condotta negativa può produrre per gli altri; ovvero
componente empatica
(favorisce autoregolazione)
Interiorizzazione delle regole di condotta; ovvero apprendimento di
regole di condotta
L’
azione morale
si riferisce alla condotta vera e propria
Il
pensiero morale
riguarda la progressiva interiorizzazione, da parte del bambino, delle norme morali presenti nel contesto sociale di appartenenza (gli adulti, i pari, i mass-media).