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GIUSEPPE PARINI - Coggle Diagram
GIUSEPPE PARINI
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Parini è prima nominato direttore dell’importante «Gazzetta di Milano» (1768-1769) 4 poi è docente di Belle Lettere prima alla Scuole Palatine di Milano poi al Ginnasio di Brera.
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Parini lavora alle sezioni rimaste incompiute de Il Giorno, cioè Il Vespro e La Notte, ma si dedica soprattutto alla stesura delle Odi (tra cui La caduta)
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la produzione della maturità, a partire dal Mattino, si caratterizza per la vicinanza alle idee e ai principi dell’Illuminismo lombardo, con i cui esponenti il poeta entra in contatto già all’Accademia dei Trasformati e da cui recupera l’idea della funzione pedagogica della letteratura e dell’arte
Il progetto di Parini, che si realizza nelle parti completate de Il Giorno così come nelle Odi, è allora quello di una poesia civile
con un occhio di riguardo per i comportamenti della classe dirigente (aristocratica o alto borghese), che ha le maggiori responsabilità in merito alla vita di tutta la cittadinanza
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Nasce il 23 maggio 1729 nel paese di Bosisio in una famiglia della piccola borghesia brianzola dedita al commercio della seta.
Le difficili condizioni economiche imporrebbero a Giuseppe l’interruzione degli studi dopo le classi elementari, frequentate dal parroco di paese, ma una zia agiata offre il proprio aiuto, a condizione che il ragazzo prosegua gli studi religiosi, fino all’ordinaza a sacerdote, che arriverà nel 1754.
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Parini si vede costretto ad impegnarsi in altri lavori, soprattutto come insegnante, per guadagnarsi da vivere.
Parallela è la carriera letteraria: nel 1752 sono pubblicate Alcune poesie di Ripano Eupilino, novantaquattro testi di argomento eterogeneo che si ispirano al giusto dell’Arcadia e alla poesia cinquecentesca
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In questi stessi anni, dal 1754 al 1762, Parini è precettore 2 presso i duchi Serbelloni.
Parini compone le prime odi (La vita rustica, rimasta a lungo inedita è del 1757; La salubrità dell’aria del 1759), si dedica a opere satiriche (Il dialogo sopra la nobiltà, sempre del 1757) o di polemica linguistica
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Dal punto di vista stilistico, Parini aderisce ai principi del Neoclassicismo intendendo la forma dei suoi testi come lo strumento principale per proporre un ideale di ordine e misura, in linea con il contenuto morale di equilibrio e dignità della sua poesia
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Parini ha modo sia di venire in contatto con la cultura dell’Illuminismo francese sia di osservare da vicino usi e costumi della nobiltà, che poi costituiranno gran parte del materiale del suo poema più celebre, Il Giorno.
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Nel 1753, Parini viene ammesso all’Accademia dei Trasformati di Milano, istituzione patrocinata dalla famiglia nobile degli Imbonati che riunisce aristocratici ed ecclesiastici e che si propone di collegare i modelli poetici della tradizione con i problemi contemporanei della città lombarda