Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
I primi secoli della Roma repubblicana - Storia - Coggle Diagram
I primi secoli della Roma repubblicana - Storia
Dopo aver allontanato il re etrusco, i patrizi diedero vita ad un colpo di stato , che come fine ebbe quella di emanare una nuova costituzione repubblicana, che assegna il potere a due magistrati detti consoli eletti per un solo anno.
Ciascuno dei due aveva la stessa autorità del collega e l'unico limite era rappresentato dall'esistenza fisica dell'altro. Spesso si dividevano gli incarichi e per affrontare i pericoli più gravi lasciavano a guida della città un dittatore che deteneva pieni poteri civili e militari e rimanevano in carica per 6 mesi, nominati dal Senato
Centurie: dopo la nascita della repubblica i citt. romani vennero suddivisi in base al censo in 5 classi. Ogni classe era composta di gruppi da 100 maschi adulti, detti centurie. Questa divisione costituiva il riferimento per la partecipazione alla vita politica e per la formazione dell'esercito, su un totale di 193 centurie.
Chi non possedeva nulla veniva escluso da tale divisione, detti proletari, che possedevano solo la loro prole.
Questi primi secoli della storia della repubblica furono dominati dal conflitto tra patrizi e plebei. Per il solo fatto che non appartenevano alle antiche "Gentes", i plebei erano esclusi dalla vita politica; e questo unita al divario econo. e sociale , provocava violenti conflitti. Una delle forme più forti fu una specie di obiezione di coscienza di massa detta secessione, consisteva nel rifiuto di combattere.
Nel 494 a.C. i membri della plebe si ritirarono in assemblea sul colle Aventino, rifiutandosi di lavorare e addestrarsi; la crisi venne superata al senatore Menenio Agrippa, plebeo che diventò console. Con al secessione ottennero la creazione dei tribuni della plebe che possedevano il diritto di veto. Intanto i plebei più ricchi si avvicinavano sempre di più alle posizioni politiche dei patrizi andando a creare un regime oligarchico, in cui il potere era detenuta dai patrizi e plebei più ricchi.
-Nel 326 a.C. la legge Papiria sancì l’abolizione definitiva della schiavitù per debiti;
-Nel 300 a.C. la legge Ogulnia concesse ai plebei il diritto di accedere alla carica di pontefice massimo;
Nel 367 a.C. , i tribuni Caio Licinio Stolone e Lucio Sestio Larterano, emanarono le leggi Licinie Sestie che poneva di eleggere ogni annp un console plebeo e distribuire anche tra i peblei le terre conquistate dall’esercito romano;
-Nel 287 a.C. la legge Ortensia riconobbe il potere legislativo ai comizi popolari.
-Nel 445 a.c. il tribuno Caio Canuleio ottenne la revoca della proibizione del matrimonio tra plebei e patrizi (Legge Canuleia);
Tutte queste leggi che furono emanate consentirono a creare una societa “mista”, portando l’equilibrio tra i ceti sociali de patrizi e peblei.
Senato: costituito da 300 ex magistrati, l'incarico del senatore è a vita quindi rappresenta l'organo politico più stabile e con maggiore potere.
era presieduto dal principe del senato e organizzato secondo un rigido ordine gerarchico.
La sua funzione più importante era quella consultiva, prima di prendere qualunque decisione i magistrati chiedevano il parere dei senatori che veniva in genere seguito.
Concili tributi riuniscono soltanto la plebe e le loro deliberazioni sono i plebisciti.
Comizi tributi: eleggono tributi della plebe, edili e questori
Comizi centuriati: eleggono consoli, censori e pretoni, decidono paci e guerre, approvano o respingono le proposte di legge dei magistrati ecc
I consoli furono affiancati da altri magistrati, dirigere uno stato sempre più ampio e complesso era difficile. le nuove magistrature erano annuali, elettive, collegiali e non retribuite; erano:
Edili: sovrintendono ai mercati e all'approvvigionamento della città; si occupavano dei spettacoli;manutenzione strade ecc
Edili della plebe: amministravano il patrimonio della plebe;
Questori: amministravano il denaro pubblico(erario);
Pretori esercitavano il potere nel campo della giurisdizione civile;
Censori: effettuavano il censimento, di aggiornare le liste dei cittadini e i loro patrimoni; operavano un controllo essenziale: con fini militari, politci e fiscali