Capitolo VII
Anche il matrimonio cambia in seguito alla Controriforma: si abbandonano tutti quei riti e costumi, come il corteo, per ridurlo ad un semplice rapporto fra gli sposi e il sacerdote. Questo designa il matrimonio come momento importante perchè momento religioso, e per questo la moglie e il marito, una volta resi tale, avevano degli obblighi e dei doveri per l'impegno che si erano presi. Ad esempio la moglie aveva il diritto di obbedire al marito, e il marito aveva il compito di educare e rimproverare la moglie, anche al costo di picchiarla.
Non possiamo dire che i matrimoni di allora avvenissero senza amore, ma di sicuro il motivo principale dell'unione era la dote: solo dopo che il marito e il padre della sposa, con l'aiuto di un mediatore, arrivano all'accordo sulla dote allora la ragazza vede lo sposo e il matrimonio può avvenire.
Le cause legali che interessano il matrimonio sono adulteri, maltrattamenti e gelosia.
Nel caso della violenza vi sono diversi casi in tribunale di donne che denunciano il proprio compagno per violenze, non solo a mani nude ma anche con gli strumenti del lavoro. In generale la violenza era accettata, infatti in un episodio la moglie viene picchiata dal marito perchè lei aveva abbracciato un altro uomo e la madre di lei era rimasta impassibile a setacciare la farina (racconto di una testimonianza).
In generale il motivo che portava questi uomini ad agire in quel modo era l'onore: non tanto perchè la moglie tradisse o si comportasse male, ma il loro interesse era quello di difendere l'onore dalla opinione pubblica.
Alcuni uomini incitavano alla prostituzione, facendo finta di non conoscere la situazione, pur di tirare su qualche soldo in più.
Erano molti i casi di donne che arrivavano al suicidio: soffrivano di bile nera, ovvero di questo umore nero che colpiva le donne, che diventavano silenziose e pensierose, e spesso arrivavano al gesto estremo.