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IL RINASCIMENTO
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IL RINASCIMENTO
Nonostante l'enorme difficoltà nel periodizzare il Rinascimento. Possiamo dire comunque che si tratta di quel periodo che va dal Trecento a tutto il Cinquecento, fino a quasi la guerra dei Trent'anni.
Gli esordi letterali, artistici e culturali gli vediamo con Petrarca, Giotto, Bruni e Vasari.
Il Rinascimento trova le sue prime origini nel Medioevo, gli esperti di Medioevo tendono a "sminuire" questo importante periodo; essi parlano di altri medioevi.
In passato si parlava dell’Umanesimo con la cultura del ‘400, “separandolo” dal Rinascimento che si situava nel ‘500.
Oggi si tende a considerare l’Umanesimo come uno degli aspetti più caratteristici (rinnovamento letterario, delle humanae litterae) del più vasto movimento di pensiero, politico, culturale, sociale ed economico.
Il termine rinascita è una delle pochissime etichette storiografiche coniate in concomitanza con l’epoca che le ha prodotte, il termine chiaramente mirava segnare l’originalità del nuovo modo di essere rispetto al passato.
Questo termine fu usato per la prima volta da Giorgio Vasari, nel suo trattato “Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani”, per indicare un ciclo artistico che tornava alle forme romano-latine liberandosi da quelle greco-bizantine.
Il vero e proprio termine Rinascimento è attribuibile allo storico francese Jules Michelet, il quale lo usò nel 1855 per descrivere la “scoperta del mondo e dell’uomo” avvenuta, appunto, nel 1400.
Lo storico svizzero Jacob Burckhardt, nel 1860, approfondì e connotò ulteriormente il significato del termine Rinascimento, descrivendolo come quella fase storica che, dopo un lungo periodo di oscura decadenza, diede vita alla coscienza e all’umanità moderne.

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