Il contesto in cui si inserisce quest'idea progettuale è quello di una classe in cui molti degli studenti mostrano una scarsa propensione al lavoro autonomo di vario tipo. Ciò che si riscontra è una tendenza piuttosto generalizzata a non misurarsi con i problemi, a non sforzarsi di elaborare il proprio modo di fare qualcosa, ad attendere che oltre agli strumenti utili ad uno scopo vengano fornite anche le istruzioni d'uso, ad interpretare il lavoro di gruppo come occasione per non assumersi personalmente la responsabilità del lavoro. La maggior parte degli studenti esprime riluttanza al coinvolgimento durante la lezione, all’uso del libro di testo per lo studio individuale, all’acquisizione di un linguaggio specifico, chiede di ricevere materiali schematizzati in un linguaggio semplificato, e manifesta un interesse per attività creative di tipo manuale rivolto esclusivamente dall’aspetto ludico di tali attività indifferente alla effettiva possibilità di apprendere qualcosa di significativo dall’esperienza.
Lo studio del funzionamento di sistemi e apparati del corpo umano, indicato tra i contenuti di apprendimento nel curricolo disciplinare di scienze della scuola per il secondo anno della scuola secondaria di primo grado, si presta ad un approccio sistematico verso lo sviluppo di un metodo di studio personale. Una prima fase di attività vede un’alternanza di momenti dedicati al richiamo di conoscenze pregresse, alla presentazione, all’analisi e alla comprensione di nuovi concetti, all’elaborazione di mappe concettuali, dapprima in modalità condivisa, poi individuale; un riferimento importante per questa prima fase è rappresentato dal libro di testo e, all’occorrenza, da materiali integrativi. Una seconda fase si sviluppa a partire dal nucleo di conoscenze così costituito ed è dedicata alla ricerca intorno a temi di interesse, privilegiando momenti di discussione delle informazioni ricavate da varie fonti. L’attività qui presentata si colloca in questa seconda fase.