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L'età giolittiana (Giovanni Giolitti (1842-1928) e governò l'…
L'età giolittiana
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nacquero anche
il Partito socialista italiano di Filippo Turati (1892), che si divideva in
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dei sindacati (unioni di persone con lo stesso impiego che combattono per i loro diritti) come la CGL
nell'età giolittiana ci fu il cosiddetto decollo industriale da parte dell'Italia, solo al Nord, soprattutto nel "triangolo industriale" formato da Milano, Torino, Genova.
Giolitti, per avviare il decollo industriale mise delle tasse sui prodotti esteri (politica protezionista). Inoltre lo stato era il principale committente delle industrie.
Nel Mezzogiorno non vi era lavoro e quindi la gente era costretta a emigrare in altri stati europei o negli Stati Uniti
Gli emigrati per lavoro mandavano soldi a casa (rimesse) che in un certo senso erano un vantaggio per lo stato perché le famiglie potevano comprare nei negozi.
Dopo la sconfitta ad Adua gli italiani vollero conquistare la Libia (che era sotto l'impero ottomano) su spinta dei nazionalisti.
E così, mentre una parte dell'esercito attaccava le isole turche (Rodi etc...) l'altra parte attaccava la Libia. La guerra finì con a Pace di Losanna nel 1912, dove l'Impero turco cedeva la Libia all'Italia
I cattolici, con l'enciclica Rerum Novarum del 1891 poterono entrare in politica
In questi periodi si sviluppano industrie come la Fiat, la Ansaldo e la Pirelli.
Anche l'Italia voleva avere delle colonie in Africa. La prima ad essere conquistata fu l'Eritrea, poi la Somalia.
L'Italia cercò di conquistare anche l'Etiopia, ma vennero sconfitti dall'esercito abissino e inglese ad Adua nel 1896.