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TEORIA DELL'ALLENAMENTO (Fasi sensibili, ovvero vi sono dei momenti…
TEORIA DELL'ALLENAMENTO
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Fasi sensibili, ovvero vi sono dei momenti più adatti per l'incremento delle capacità motorie.
RESISTENZA
Dopo i 10/11 anni utile lo sviluppo sistematico della resistenza aerobica come presupposto per un'efficace costruzione di quella anaerobica. La resistenza anaerobica è controindicata prima dei 15 anni perchè il bambino è incapace di produrre e sopportare elevate concentrazioni di acido lattico.
MOBILITA' ARTICOLARE
Periodo migliore compreso tra gli 8 e i 13 anni. Questo dipende dalla scarsa massa muscolare e dall'elasticità del sistema osteo-tendineo-legamentoso. Verso i 15/16 anni, senza un lavoro costante, la mobilità diminuisce del 50%.
VELOCITA'
Periodo compreso tra i 6 e i 13 anni, dopo tale periodo si potranno ottenere risultati modesti solo facendo ricorso alla forza veloce.
REGOLA FONDAMENTALE è che i tempi di lavoro non superino i 7/8 secondi e che il recupero tra un'esecuzione e l'altra sia completo.
COORDINAZIONE
Le capacità coordinative necessitano di presupposti anatomico-fisiologici particolari. Sono: altezza bassa, peso corporeo relativo, buona mobilità articolare e brevità degli arti inferiori. Tutte caratteristiche tipiche dell'età compresa tra gli 8 e i 12 anni
FORZA
Per la forza veloce e resistente si considera come fase sensibile tra gli 8 e i 12 anni. Per la forza massimale tra i 13 e i 14 anni. PRIMA dei 15/16 anni si sconsiglia di utilizzare sovraccarichi rilevanti e sistematici.
Progressività del carico
La programmazione dell'allenamento deve considerare la progressività del carico, cioè la graduazione e la razionale crescita dello sforzo. Senza fare il passo più lungo della gamba trarremo i massimi benefici dalla nostra attività e scopriremo in noi delle possibilità altletiche insospettate.
Supercompensazione
Capacità del nostro organismo, durante il riposo, di reagire alla fatica e di raggiungere un livello di prestazione superiore al precedente. Tale capacità ha bisogno di tempi di riposo adeguati. Pause troppo BREVI impediscono il recupero e affaticano sempre di più l'organismo. Pause troppo LUNGHE fanno perdere i benefici dell'allenamento.
N.B. Pause troppo brevi con carico elevato determinano il fenomeno del sovraffaticamento con scarsa gratificazione nella pratica sportiva.
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