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DI CHE COSA PARLIAMO, QUANDO PARLIAMO DI KNOWLEDGE MANAGEMENT?**

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DI CHE COSA PARLIAMO, QUANDO PARLIAMO DI KNOWLEDGE MANAGEMENT?**
Davenport e Prusak: individuano due processi di lungo periodo che potenziano in modo considerevole l'efficacia della conoscenza.
PRIMO PROCESSO: anni '80. Inizia a manifestarsi con la produzione di massa. Nuovi modelli di gestione delle conoscenze più potenti, focalizzati e specifici.
SECONDO PROCESSO: progressiva riduzione degli ostacoli che disturbano la circolazione delle conoscenze entro i mercati.Vero salto di qualità determinato da Internet.
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società della conoscenza, modello economico e sociale, in cui la conoscenza è il fattore chiave per la produzione e riproduzione sociale.
per una maggiore qualità del modello economico è necessario l'intreccio di fenomeni quali la globalizzazione, la dematerializzazione, rapidità di diffusione dell'innovazione, la tecnologia informazionale.
si parla di economia della conoscenza perché la conoscenza diventa fattore non più insito nel capitale, ma distribuito socialmente, diffuso all'interno di scambi sociali non controllati dal soggetto.
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Conoscenza e gestione dell'impresa: cambiano i processi produttivi, i fattori utilizzati per produrre e i modelli di business.
Ogni caposaldo dell'organizzazione tayloristica o fordista non era apparentemente più in grado di rispondere alle esigenze dell'organizzazione dei mercati e della produzione
Vengono introdotti massicciamente e diffusamente le nuove tecnologie in tutti i processi operativi attraverso la standardizzazione e informatizzazione di procedure, codifica e archiviazione
Il risultato non è sempre incremento di richezza, produttività e flessibilità ma sicuramente un aumento di complessità
Il tentativo di costruire sistemi di knowledge management capaci di catalogare, raccogliere e formalizzare tutte le informazioni si rivela spesso un fallimento: costi superano i ritorni degli investimenti, le aziende non diventano più efficienti, appesentimento del lavoro delle persone, non facilita soluzioni efficaci
Si deve passare da una logica ingegneristica , che considera la conoscenza come "oggetto", ad una logica di processo che integra sapere formale a sapere individuale: knowledge management relazionale
Per aumentare la capacità competitiva i fattori distintivi della logica organizzativa devono basarsi sulla lean thinking e lean production tipica delle aziende giapponesi
diventano reticoli di relazioni, si pratica l'putsourcing, esternalizzazione di beni e servizi, si alleggerisce il business
Drucker parla di knowledge workers "lavoratori della conoscenza" con conoscenze formali, competenze, capacità e apprendimento continuo e creatività: fondamentali per l'innovazione e il valore aziendale
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Quattro fasi di sviluppo del knowledge management in base alle acquisizioni teoriche sulla base delle quali sono stati costruiti modelli pratici
Seconda fase: delusione: si fa strada il dubbio della redditività del knowledge management e un autocritica dell’insuccesso.
Terza fase: knowledge management relazionale. Tutte le analisi porteranno a prestare maggiore attenzione alle persone e alla cooperazione, permettendo lo sviluppo di modelli di lavoro di squadra.
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Quarta fase: l'impresa 2.0. Con la rivoluzione del web 2.0 si rafforza la consapevolezza delle reti sociali e nasce il modello di Enterprise 2.0 che sfrutta il potere relazionale dei social network.